Home | I progetti | Lo Storione - Progetto Storione
 

<<Torna indietro

Le attività sviluppate dalla Provincia di Rovigo

Il Progetto di recupero dello storione cobice

Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine, in stretta collaborazione con la Provincia di Rovigo ed il Consorzio per lo Sviluppo del Polesine, attivò nel corso del 2003 un progetto per il recupero dello Storione Cobice (Acipenser naccarii).
L'obiettivo principale di questo progetto, finanziato dal Patto Territoriale per l'agricoltura e la pesca di Rovigo, era il ripristino delle popolazioni di storione cobice nei principali corsi d'acqua provinciali, un obiettivo che, considerata la specie in oggetto, era certamente da considerare a lungo termine.
Il progetto comprendeva lo sviluppo di varie fasi ed attività, che possono essere così riassunte: · conoscere e proteggere le popolazioni naturali di storione cobice esistenti nei bacini idrografici della provincia ma anche nel "distretto padano-veneto", l'antico areale di distribuzione della specie;
· creare una diffusa cultura dell'importanza ecologica di questa specie, oltre che del suo interesse economico;
· introdurre un elevato numero di soggetti di storione cobice, anche riprodotti artificialmente, al fine di incrementare la presenza di questa specie nel suo areale di distribuzione;
Il progetto di ricerca realizzato dal Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine e dalla provincia di Rovigo è stato solo l'inizio di un importante percorso di ricerca che negli stessi anni, pur con modalità differenti, era stato portato avanti anche da altre province del Veneto, fra cui Venezia, Treviso, Padova e Verona, con l'obiettivo principale di recuperare e salvaguardare le popolazioni naturali di Storione Cobice.
Il lavoro portato avanti dalle sopra citate province venete rappresenta la base di un importante Progetto LIFE-Natura (LIFE 04NAT/IT/000126 denominato "CoBICE" - Conservation and Breeding of Italian Cobice Endemic sturgeon), cofinanziato per oltre il 50% dalla CEE con gli obiettivi del recupero e della conservazione dello storione cobice (Acipenser naccarii) nel suo antico areale di distribuzione, che comprende i principali fiumi del nord-Italia.
Il progetto ha una durata triennale (ottobre 2004 - settembre 2007).
A questa importante iniziativa aderiscono il Parco Regionale Veneto del Delta del Po (beneficiario) e altri enti partners quali le province di Piacenza, Cremona e Ferrara, l'Istituto sperimentale Spallanzani di Milano, l'E.R.S.A.F Lombardia e le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

Di seguito vengono presentate le attività sviluppate dalla Provincia di Rovigo.



ATTIVITÀ SVILUPPATE NEL CENTRO DI RIPRODUZIONE

La Provincia di Rovigo è proprietaria di un stock di circa 80 esemplari di storione cobice di età comprese tra gli 14 e i 15 anni di vita; questi pesci erano stoccati fino al 2003 presso l'Agroittica S.r.l. di Calmisano (BS) e sono stati poi trasferiti presso l'allevamento Bresciani di Quinto di Treviso, dove ora è stato istituito il Centro Veneto per il recupero dello Storione Cobice. In questo progetto, la provincia di Rovigo ha messo a disposizione il suo stock di esemplari per iniziare a riprodurre autonomamente lo Storione cobice.

La riproduzione
La selezione dei riproduttori è stata effettuata analizzando singolarmente gli animali. Per valutare il sesso e lo stadio di maturazione di ogni esemplare, si effettua una biopsia gonadica

L'induzione ormonale
In condizioni di allevamento gli storioni cobice non riescono a riprodursi; in particolare le femmine non riescono ad ovulare e ad emettere in modo naturale le uova; per indurre l'ovulazione e la successiva emissione delle uova bisogna quindi utilizzare dei prodotti ormonali.
Per la scelta dell'ormone più adatto sono state effettuate diverse sperimentazioni utilizzando sia estratto di ipofisi di carpa, uno dei metodi più utilizzati in acquacoltura, che ormoni di sintesi.
Ogni anno vengono stimolate le femmine che in primavera presentano una buona maturazione degli ovari, a conferma di una elevata probabilità che esse potranno essere delle "buone" fattrici. Di norma le femmine maturano in tempi diversi.

La fecondazione artificiale e la schiusa
I gameti, ossia le uova e gli spermatozoi, sono molto delicati e quindi necessitano di particolare attenzione per la loro manipolazione.
La fase della fecondazione è un altro momento delicato nella riproduzione artificiale dello storione cobice; infatti è necessario prestare attenzione sia ai tempi di contatto fra i gameti che alle diluizioni del liquido seminale.
Dopo il trattamento di disagglutinazione, le uova fecondate vengono poste nei vasi di Zugg dove vengono mantenute in lento ma continuo movimento, per garantirne la massima ossigenazione.
I tempi di schiusa osservati nelle nostre condizioni sperimentali sono risultati variabili tra i 90 e i 150 gradi/giorno; ciò significa che sono necessari circa 8-11 giorni con acqua ad una temperatura di 11-13 gradi per ottenere lo sviluppo dell'embrione e la schiusa delle uova.

Lo svezzamento e l'ingrasso
Lo svezzamento rappresenta la fase in cui le larve devono essere adattate ad alimentarsi con mangime artificiale ed è certamente un periodo molto critico nell'allevamento dello storione cobice. La letteratura riguardante lo svezzamento del cobice è decisamente scarsa; inoltre le procedure messe a punto per altre specie di storioni non si sono dimostrate adeguate alla nostra specie, motivo per cui si sono effettuate varie prove, somministrando diversi tipi di alimento.
In generale, comunque, sia le larve che i primi stadi giovanili si sono dimostrati particolarmente delicati, sensibili allo sporco eventualmente presente nelle vasche ma anche al minimo fattore di disturbo; la pulizia delle vasche veniva quindi eseguita giornalmente con sifoni e spugnette facendo molta attenzione a non creare situazioni di elevato disturbo, e quindi di stress, alle larve.
Successivamente allo svezzamento si passa alla fase di ingrasso, quella fase di crescita ponderale dell'animale effettuata, di norma, con il mangime artificiale.
Raggiunta una certa dimensione (4-5 cm) gli storioncini ormai formati si alimentano abbastanza facilmente con mangime artificiale; sul mercato, tra l'altro, vi sono specifici alimenti inerti per storioni.
Superata la prima fase di svezzamento e di adattamento al mangime artificiale, la crescita dei giovani storioni è piuttosto regolare.
Rispettando quanto riportato nella bibliografia disponibile, ma anche in accordo con i normali standard presenti negli allevamenti ittici, la mortalità è stata più elevata nei primi tre mesi e poi si è attestata su valori piuttosto bassi.


RIPOPOLAMENTO

Le analisi ambientali
Tutte le ricerche e le attività sviluppate nel Centro di Riproduzione hanno l'obiettivo di ottenere il materiale ittico necessario per effettuare le immissioni, utili per tentare di recuperare in tempi brevi le popolazioni naturali di storione cobice.
Un aspetto importante per ottimizzare le immissioni è anche quello di ben conoscere l'ambiente dove si vuole operare; con ciò si intende la necessità di acquisire tutte le informazioni disponibili relativamente ai parametri biologici, ma anche abiotici, dei corsi d'acqua dove si vogliono inserire gli animali prodotti, selezionando tra questi quelli che presentano le caratteristiche che meglio soddisfano le esigenze ecologiche della specie.
Tra i parametri biologici vi sono, ad esempio, la composizione della comunità ittica presente: è senza dubbio fondamentale tener conto della presenza del siluro d'Europa prima di decidere che taglia di immissione scegliere per un determinato ambiente acquatico.
Tra i parametri abiotici, importanti sono i fattori legati alla chimica-fisica dell'acqua, e quindi allo stato di inquinamento ambientale, ma anche quelli geomorfologici si sono dimostrati di certo interesse; ad esempio si è riscontrata una correlazione positiva tra la distribuzione degli storioni nel fiume e la presenza di buche, più o meno profonde.
In generale sono di buon aiuto le informazioni di tipo storico, che indicano chiaramente come sono gli ambienti naturali di maggiori dimensioni quelli più adatti a sostenere le popolazioni di storione e quindi, in provincia di Rovigo, i fiumi Po e Adige.
Nel territorio provinciale vi sono inoltre i grossi canali irrigui e di bonifica che rappresentano degli ambienti potenzialmente interessanti per ospitare eventuali popolazioni di storione.

La sperimentazione di marcatura e ricattura
Le prime immissioni di storione cobice nelle acque della Regione Veneto, sono iniziate nel 1999 nel fiume Piave in Provincia di Venezia.
I confortanti risultati ottenuti grazie a quella prima sperimentazione, hanno fatto sì che nelle acque di altre province del Veneto si progettassero dei piani poliennali di immissioni per il recupero della specie.
Attualmente, grazie anche al contributo del progetto LIFE, lo storione cobice viene immesso in tutti i principali corsi d'acqua della regione che sfociano nell'Alto Adriatico; la scelta dei corsi d'acqua è basata su notizie bibliografiche riportanti informazioni di catture avvenute in passato e su informazioni fornite da pescatori di professione locali.
In Provincia di Rovigo, il Po e l'Adige sono i corsi d'acqua in cui, per eccellenza, originariamente lo storione era presente con delle buone popolazioni; ancora oggi, comunque, in questi fiumi viene segnalata qualche rara cattura.
L'immissione di storioni cobice marcati con microchips nei corsi d'acqua del rodigino, ha la funzione di verificare l'efficacia dell'immissione stessa e di raccogliere informazioni utili sul comportamento e sulla biologia di questa specie.
Prima dell'operazione di immissione degli storioni in acque libere si sono dovute svolgere diverse attività alcune delle quali effettuate in allevamento ed altre lungo i fiumi.

Tra le attività effettuate prima dell'immissione vi è:

1) Marcatura mediante Pit tag magnetico.
Prima della marcatura con pit-tag e della liberazione, di ogni storione vengono misurati la lunghezza ed il peso e controllato lo stato sanitario.
Il pit-tag utilizzato è un microchip, tecnicamente un trasponder, che in risposta ad una stimolazione di tipo elettrico, inviata da un apposito lettore, trasmette un segnale che contiene un codice alfanumerico: questo contraddistingue individualmente ogni storione marcato con questa tecnica.

2) Scelta delle dimensioni degli storioni da immettere
La scelta delle dimensioni degli esemplari da immettere è stata effettuata tenendo conto essenzialmente di due fattori: innanzitutto la taglia degli animali da immettere deve essere tale da garantire una sufficiente autonomia, per superare l'eventuale periodo necessario per ambientarsi e adattarsi ad una alimentazione di tipo naturale; in secondo luogo il materiale immesso deve possedere una taglia sufficiente che permetta allo storione di evitare il maggior numero di potenziali predatori (specie ittiche predatrici di grosse dimensioni come il siluro d'Europa ma anche uccelli ittiofagi).

3) La localizzazione dei punti di immissione
La scelta dei punti di immissione nei corsi d'acqua allo scopo selezionati, è legata sia a informazioni bibliografiche che a colloqui effettuati con pescatori locali e con il Corpo di Polizia provinciale.

Oltre a ciò, è stata necessaria un'azione di sensibilizzazione e di informazione del pescatore, per realizzare una rete di controllo e di monitoraggio nel fiume per la raccolta delle informazioni relative alle eventuali catture.
La reintroduzione dello Storione cobice potrebbe non avere una reale efficacia se non viene affiancata da un'adeguata opera di informazione della popolazione locale relativamente al progetto in corso.
Tale azione è di fondamentale importanza se si considera che la popolazione locale, ed in particolare i pescatori, sono i primi a frequentare i corsi d'acqua e sono sempre i primi a compiere quelle azioni di vigilanza e di controllo necessarie alla riuscita del progetto. Infatti bisogna ricordare che, malgrado questa specie sia fortemente tutelata dalle normative regionali e provinciali in materia di pesca e protezione della fauna ittica, talvolta qualche esemplare viene comunque catturato e trattenuto.
E' stato così predisposto un opuscolo per informare del progetto i pescatori locali e i cittadini residenti nella Provincia di Rovigo. L'opuscolo contiene le informazioni generali relative allo studio e quelle necessarie per indirizzare il comportamento di chi avesse eventualmente catturato degli animali, inoltre il pieghevole dovrebbe avere la funzione di ridurre eventuali fenomeni di bracconaggio sulla specie.
Al tempo delle prime sperimentazioni nelle acque provinciali, questo era stato distribuito prima dell'immissione degli storioni nei fiumi. Ora è stata predisposta una copia aggiornata che verrà distribuita proprio nei prossimi giorni.
Di fondamentale importanza, infine, è stata la predisposizione di una rete di controllo e monitoraggio per la raccolta delle informazioni relative alle eventuali catture; la quantità e la qualità di dati che vengono resi disponibili per le elaborazioni sono necessarie per capire come si evolve nel tempo l'azione di recupero dello Storione cobice nel reticolo idrografico provinciale.

<< Torna indietro