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5. Conclusioni generali
La sperimentazione dei due attrezzi rasca in corto
a pompa e rasca in lungo a pompa ha mostrato che ambedue
gli attrezzi possono essere considerati idonei per la
raccolta delle vongole.
Non si riscontrano infatti né controindicazioni biologiche
relative alla risorsa oggetto di raccolta (le vongole)
o relative alla fauna associata, né controindicazioni
sedimentologiche.
D’altra parte migliorano e fortemente sia le condizioni
di lavoro sia la redditività.
L’aumento di redditività in realtà potrebbe portare
ad un eccessivo aumento dello sforzo di pesca ove dovesse
trattarsi di pesca non gestita, ma così non è Infatti
non solo i consorzi dei pescatori che hanno le concessioni
vigilano con particolare attenzione sulla gestione della
risorsa, ma essendola cattura regolata da quote fisse
giornaliere, non diventa possibile aumentare oltre i
limiti voluti lo sforzo di pesca.
Caso mai può capitare solo che le ore di lavoro per
raggiungere la quota si riducono fortemente, ma questo
è solo positivo.
L’ambiente di lavoro durante la raccolta delle vongole,
per quanto migliorabile dai due nuovi attrezzi sperimentali,
resta comunque gravoso.
Ridurre le ore di esposizione in queste condizioni è
quindi sicuramente positivo per rendere l’attività del
pescatore-raccoglitore accettabile.
Un’ ultima considerazione relativamente alla selettività.
Nelle prime due fasi si era riscontrato che gli attrezzi
a pompa presentavano una selettività fortemente ridotta
rispetto a quelli tradizionali, e si era supposto che,
come d’altra è logico, questo derivasse dalla dimensione
delle maglie del sacco tessile. Nella terza fase le
maglie del sacco dei quattro attrezzi sperimentati erano
le stesse quindi è possibile fare dei confronti diretti.
Infatti, se si esamina la quinta colonna della tabella
1 di pagina 43, ultima fase, si può vedere che le percentuali
di commerciale per i vari attrezzi sono molto simili,
se si escludono le due cale che hanno catturato “Chamelea
gallina”, influenzate, come già detto, dallo scarico
di prodotto sottomisura di una vongolara idraulica proveniente
dal mare.
Non sembra comunque producente esaminare nei dettagli
questi dati elaborandoli con sistemi statistici sofisticati
dato il numero limitato di cale (5 per ogni attrezzo)
e la enorme variabilità tra l’una e l’altra (dovuta
principalmente alla variabilità del fondo lagunare che
anche a distanza di qualche metro può cambiare completamente).
Sommando, tuttavia, le catture in peso dei quattro attrezzi
per tutte le cale fatte, con esclusione delle due con
cattura esclusivamente di “Chamelea gallina” e confrontando
le catture commerciali (sopramisura) rispetto alle catture
totali si osserva che la rasca in corto tradizionale
ha una percentuale di commerciale dell’80%, la rasca
in corto a pompa ha l’86%, la rasca in lungo tradizionale
ha l’89% e la rasca in lungo a pompa ha il 92%.
Come si può vedere la selettività dei 4 attrezzi è buona
e in particolare quella degli attrezzi a pompa leggermente
superiore a quella degli attrezzi tradizionali.
5.1 Descrizione degli attrezzi
Gli attrezzi sperimentati, sia la rasca in lungo
che la rasca in corto sono stati forniti dai pescatori
e quindi già con inserite quelle modifiche soggettive
che ogni pescatore apporta a i suoi attrezzi.
Basti pensare che i due attrezzi, con la differenza
del manico, dovrebbero essere simili e invece non lo
sono affatto.
Uno infatti, la rasca in lungo è una draga a lama ed
ha due file di ugelli per un totale di 29 ugelli, i
cui fori hanno diametro 4,7 mm e lavora con una pressione
di 0,5 bar, la rasca in corto sperimentata è una draga
a denti, ha una sola fila di ugelli per un totale di
26 i cui fori hanno un diametro di 3,7 mm e lavora con
una pressione di 1,8 bar.
Tralasciando le particolarità viene qui descritto l’attrezzo
a pompa nelle sue caratteristiche principali, quelle
che lo definiscono e lo limitano.
La rasca è costituita da una bocca rigida di forma parallelepipeda
le cui pareti sono formate da tondino d’acciaio distanziati
l’uno dall’altro di 20 mm.
Nella sua parte posteriore la bocca parallelepipeda
termina in un sacco tessile lungo qualche metro formato
da rete senza nodo di titolo opportuno e maglie di 40
mm di apertura (20 mm di lato).
Anteriormente alla bocca parallelepipeda, montata sulla
bocca stessa vi è una slitta con un sistema di regolazione
che permette di variare la profondità di penetrazione
dell’attrezzo nel substrato.
Inoltre sempre anteriormente alla bocca vi è un sistema
formato da un “polmone”con vari ugelli da cui esce acqua
in pressione che rammollisce il sedimento permettendo
poi alla vongolara di procedere meglio e più in profondità.
Al polmone tramite un tubo di gomma (manicotto) arriva
l’acqua tenuta in pressione da una pompa con un piccolo
motore a benzina installato a bordo della barca.
Se si opera a bassa profondità a questa rasca a pompa
viene collegato un manico corto (1,5 m circa) ed il
pescatore entra in acqua e lavora come con la rasca
in corto tradizionale, sempre unito alla barca appoggio
sulla quale è fissata la pompa.
Se si opera a profondità più elevata si usa un manico
più lungo e generalmente si effettua il traino dell’attrezzo
con il motore fuori bordo.
Durante la prima fase della sperimentazione sono state
condotte alcune prove con la “piombata”.
Non si può dire che questo attrezzo sia consigliabile,
non tanto per ragioni di cattura (in realtà abbastanza
buona) o di impatto ambientale, quanto piuttosto per
ragioni di sicurezza del lavoro.
D’altra parte gli stessi pescatori nella seconda e terza
fase della sperimentazione non lo hanno ripresentato.
5.2 Scheda tecnica e limitazioni proposte per
la rasca a pompa
Qui di seguito si riportano in tabella le caratteristiche
tecniche e le limitazioni proposte per la rasca a pompa
| |
Potenza
max |
Pressione
max |
Larghezza
max rasca |
Distanza minima tondini nella cassa |
Maglia del sacco tessile apertura minima |
| Pompa |
3,5 kw |
1,8 bar |
|
|
|
| attrezzo |
|
|
60 cm |
20 mm |
|
| rete |
|
|
|
|
40 mm |
Non sono previste limitazioni per quanto riguarda:
- lunghezza del manico
- diametro dei manicotti
- altezza e profondità della bocca parallelepipeda
- larghezza e circonferenza del sacco tessile
- sisemi di aggancio delle cime di traino
- distanza tra slitta e lama che taglia il sedimento o
denti
- diametro e numero degli ugelli del polmone.
|