<<Torna
indietro
4. Fase III
La terza fase di sperimentazione
si è svolta in un'unica giornata il 1 Ottobre 2003.
Lo scopo di questa ulteriore indagine era raccogliere
tutti i dati tecnici riguardanti gli attrezzi e confrontare
i loro rendimenti lavorando in una sola zona per favorire
la raccolta di dati omogenei e fare gli opportuni confronti.
4.1 Materiali e metodi
La sperimentazione si è svolta in questa terza fase
con le stesse modalità utilizzate nelle precedenti.
In accordo con gli operatori dei consorzi si è deciso
di effettuare le operazioni nell’area di Marinetta.
Per garantire il più possibile la raccolta di campioni
omogenei si è deciso di lavorare presso la bocca a mare
dell’invaso lagunare, lontano dalle zone gestite con
gli allevamenti.
Ciascun attrezzo ha operato all’interno dell’area effettuando
cinque pescate.
I prototipi sperimentali hanno lavorato a fianco dei
loro omologhi tradizionali.
La rete armata su ogni attrezzo aveva caratteristiche
identiche per quanto riguarda l’ampiezza delle maglie.
Per questa ultima indagine non si è ritenuto opportuno
raccogliere ulteriori campioni di sedimento considerando
esaustive le informazioni raccolte nelle fasi precedenti.
Per ogni pescata di ciascun attrezzo è stato pesato
a bordo tutto il pescato, è stato prelevato un campione,
successivamente trasportato in laboratorio dove si è
proceduto all’analisi delle sole specie commerciali.
In questa fase si è ritenuto necessario valutare gli
attrezzi dal punto di vista del rendimento per cui si
è deciso di tralasciare l’indagine delle specie accessorie,
ampiamente verificata nelle fasi precedenti.
Per gli attrezzi a pompa è stata rilevato con un apposito
manometro la pressione in uscita dagli ugelli soffianti.
4.1.1 Attrezzi da pesca utilizzati
Gli attrezzi coinvolti in questa ulteriore indagine
vengono di seguito riportati utilizzando per le descrizioni
le stesse sigle individuate nelle fasi precedenti:
a) Rasca in lungo tradizionale (RLT)
b) Rasca in lungo a pompa (RLP)
c) Rastrello tradizionale a piedi senza ausilio di forza
motrice o Rasca in corto (RCT)
d) Rastrello a piedi con ausilio di pompa o Rasca in
corto a pompa (RCP)
4.1.2 Fasi operative
All’interno dell’area scelta per la sperimentazione
si è proceduto ad individuare i punti in cui la profondità
risultava ottimale per l’operatività di ogni attrezzo.
Il campionamento si è svolto utilizzando due imbarcazioni,
una per l’utilizzo delle rasche in lungo a pompa e tradizionale,
l’altra per quelle in corto.
Su ogni imbarcazione erano presenti due operatori.
Per le pescate con la rasca in corto è stato raggiunto
un punto dove il fondale aveva una profondità inferiore
ad 1,5 m e dopo aver ancorato l’imbarcazione sono iniziate
le operazioni.
Per prima è stata utilizzata la rasca a pompa, al termine
delle cinque pescate/repliche, si sono svolte le operazioni
di rilevamento della pressione dell’acqua all’interno
dell’attrezzo.
Un manometro è stato collegato mediante un tubo rilsan
ad un ugello dell’attrezzo ed azionando la pompa ausiliaria
e stata rilevata la pressione con l’attrezzo appoggiato
sul fondo.
Successivamente si è proceduto alle pescate con la rasca
in corto tradizionale.
Per le rasche in lungo a pompa si è scelto di operare
nei pressi del canale di uscita dalla laguna dove la
profondità raggiunge 4 metri circa.
Una volta posti i segnali per effettuare le tirate si
e proceduto alle cinque pescate/repliche.
Terminata la fase di campionamento si è proceduto, in
maniera analoga a quella utilizzata per la rasca in
corto a pompa, alla verifica della pressione di uscita
dell’acqua.
Successivamente si sono svolte le pescate con la rasca
in lungo tradizionale nella stessa zona.
Le modalità di raccolta dei campioni a bordo sono identiche
a quelle delle fasi precedenti.
Al termine di ciascun survey, il pescato, dopo essere
stato lavato, è stato issato a bordo, pesato in “toto”
e preparato per essere trasportato, tutto od un suo
campione, per le successive analisi di laboratorio.
Per ogni cala sono state segnate le distanze percorse
ed il tempo impiegato per ogni tirata.
Tutti i dati rilevati sono stati riportati in apposite
schede.
4.2 Analisi dei Risultati
L’analisi dei campioni in laboratorio si è svolta separando
dall’insieme del campione gli organismi vivi da quelli
morti e le specie bersaglio (Tapes spp.) dal
resto.
Successivamente le vongole sono state misurate, divise
per taglia, contando e pesando gli individui di taglia
commerciale e quelli al di sotto di essa. Non sono state
necessarie ulteriori elaborazioni dei dati in quanto
a bordo il pescato è sempre stato prelevato in toto,
senza mai effettuare subcampioni.
4.2.1 Catture Vongole
In tabella 1 si riportano i dati di sintesi riferiti
alle vongole nelle diverse pescate.
Per attrezzo e cala si riportano numero e peso delle
vongole rilevate in ogni pescata.
Viene evidenziata inoltre la frazione di vongole di
taglia commerciale (≥ 25 mm) espressa come numero
e peso e la loro percentuale rispetto al totale catturato.
Nella colonna m2 viene riportato il valore della superficie
esplorata da ogni attrezzo per ogni pescata sperimentale.
Nelle colonne successive viene riportata la resa riferita
ai m2 esplorati rispettivamente del prodotto totale
rinvenuto, del suo peso, della frazione di individui
di taglia commerciale e del loro peso.
In una pescata delle rasche in lungo il prodotto prelevato
era composto per intero da vongole della specie Chamelea
gallina, cattura abbastanza singolare in quanto
si trattava di individui tutti al di sotto della taglia
commerciale.
Probabilmente nel corso delle prove, avendo pescato
nel canale di comunicazione verso il mare, si è incappati
in un punto dove una vongolara di passaggio ha scaricato
il sottovagliato.
Tabella 1. Risultati ottenuti da ogni
attrezzo per ogni area.
| area |
attrezzo |
num tot |
peso tot |
% comm |
num comm |
peso comm |
m2 |
resa n tot |
resa p tot |
resa n com |
resa p com |
| M |
RCT |
2 |
14,7 |
100 |
2 |
14,7 |
2,5 |
1 |
5,9 |
1 |
5,9 |
| M |
RCT |
2 |
24,2 |
100 |
2 |
24,2 |
2,5 |
1 |
9,7 |
1 |
9,7 |
| M |
RCT |
1 |
4,9 |
100 |
1 |
4,9 |
2,5 |
0 |
2,0 |
0 |
2,0 |
| M |
RCT |
7 |
63,2 |
86 |
6 |
54,4 |
2,5 |
3 |
25,3 |
2 |
21,7 |
| M |
RCT |
8 |
65,6 |
63 |
5 |
41,3 |
2,5 |
3 |
26,2 |
2 |
16,5 |
| M |
RCP |
14 |
113,4 |
86 |
12 |
97,5 |
5 |
3 |
22,7 |
2 |
19,5 |
| M |
RCP |
9 |
91,2 |
89 |
8 |
81,2 |
5 |
2 |
18,2 |
2 |
16,2 |
| M |
RCP |
11 |
97,3 |
90 |
10 |
87,6 |
5 |
2 |
19,5 |
2 |
17,5 |
| M |
RCP |
11 |
83,8 |
90 |
10 |
75,4 |
5 |
2 |
16,8 |
2 |
15,1 |
| M |
RCP |
15 |
115,9 |
80 |
12 |
92,7 |
5 |
3 |
23,2 |
2 |
18,5 |
| M |
RLT |
5 |
46,6 |
80 |
4 |
37,3 |
3 |
2 |
15,5 |
1 |
12,4 |
| M |
RLT |
6 |
35,9 |
100 |
6 |
35,9 |
3 |
2 |
12,0 |
2 |
12,0 |
| M |
RLT |
5 |
45,8 |
80 |
4 |
36,6 |
3 |
2 |
15,3 |
1 |
12,2 |
| M |
RLT |
16 |
941,8 |
0 |
0 |
0,0 |
3 |
5 |
313,9 |
0 |
0,0 |
| M |
RLT |
3 |
27,4 |
100 |
3 |
27,4 |
3 |
1 |
9,1 |
1 |
9,1 |
| M |
RLP |
3 |
8,9 |
100 |
3 |
8,9 |
8 |
0 |
1,1 |
0 |
1,1 |
| M |
RLP |
4 |
22,4 |
50 |
2 |
11,2 |
8 |
1 |
2,8 |
0 |
1,4 |
| M |
RLP |
10 |
51,3 |
90 |
9 |
46,2 |
8 |
1 |
6,4 |
1 |
5,8 |
| M |
RLP |
52 |
384,8 |
97 |
50 |
373,3 |
8 |
7 |
48,1 |
6 |
46,7 |
| M |
RLP |
792 |
3470,1 |
6 |
48 |
208,2 |
8 |
99 |
433,8 |
6 |
26,0 |
| |
|
Pescato solo Chamelea
gallina |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Di seguito si confrontano i risultati tra attrezzi diversi
per le stesse aree, considerando i valori medi tra le
5 pescate (Tabb. 2 – 3 e Fig. 1 e 2).
Nelle colonne si trova indicato da sinistra a destra:
l’area di pesca, il tipo di attrezzo, il numero o il peso
totale medio ottenuto da ogni attrezzo nelle diverse pescate,
la media delle rese al m2 ottenuta da ogni attrezzo, come
numero di esemplari e peso espresso in grammi.
Il confronto tra le rese ottenute viene evidenziato nelle
Figure 3, e 4.
Tabella 2. Rendimento medio in numero
di individui
| area |
ATTR. |
MEDIA |
dev st |
resa n/ m 2 |
dev st |
| M |
RCT |
3 |
2,2 |
1 |
0,9 |
| M |
RCP |
10 |
1,7 |
2 |
0,3 |
| M |
RLT |
3 |
2,2 |
1 |
0,7 |
| M |
RLP |
22 |
24,4 |
3 |
3,1 |
| |
presenza di Chamelea gallina
rilevante |
Tabella 3. Rendimento medio in peso delle
catture
| area |
ATTR. |
MEDIA |
dev st |
resa gr/m 2 |
dev st |
| M |
RCT |
28,0 |
20,0 |
11,1 |
8,0 |
| M |
RCP |
87,0 |
8,8 |
17,4 |
1,8 |
| M |
RLT |
27,0 |
15,9 |
9,1 |
5,3 |
| M |
RLP |
130,0 |
159,0 |
16,2 |
19,9 |
Figura 1. media e dev.st del numero totale
individui/vongole di taglia commerciale per ogni attrezzo
per area

Figura 2. media e dev.st. del peso totale/gr.
delle vongole di taglia commerciale per ogni attrezzo
per area

Figura 3. Confronto tra le rese al m2per
il numero di individui di taglia commerciale di ogni attrezzo

Figura 3. Confronto tra le rese al m2per
il peso in gr.di individui di taglia commerciale di ogni
attrezzo

Tabella 4. Rendimento orario sulla frazione
commerciale
| area |
attrezzo |
num/ora |
Kg/ora |
| M |
RCT |
96 |
0,8 |
| M |
RCP |
394 |
3,3 |
| M |
RLT |
185 |
1,5 |
| M |
RLP |
896 |
5,2 |
In tabella 4 vengono mostrati i rendimenti orari calcolati
per i 4 attrezzi come numero di individui e peso di prodotto
commerciale prelevati all’ora.
Osservando i risultati ottenuti a partire dalle tabelle
2 e 3 si nota immediatamente che gli attrezzi tradizionali
e quelli a pompa hanno un comportamento simile fra loro.
La media degli individui di taglia commerciale catturati
nelle cinque repliche risulta pressoché identica per le
rasche tradizionali RCT ed RLT, cosi come il peso di prodotto
commerciale delle catture (Fig 1, 2).
Anche i risultati ottenuti dagli attrezzi a pompa possono
considerarsi simili fra loro nonostante la rasca in lungo
in media catturi un numero ed un peso più elevato di prodotto.(Fig.
1, 2).
La stessa analisi può essere estesa alle rese espresse
a m2.
Per quanto riguarda i rendimenti orari (Tabella 4) gli
attrezzi a pompa hanno un rendimento circa quattro volte
superiore ad i loro omologhi tradizionali.
In valore assoluto la rasca in lungo a pompa è l’attrezzo
con rendimento orario più alto.
4.2.2 Considerazioni tecniche ed economiche
Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche degli
attrezzi si rimanda al paragrafo 1.4 relativo alla descrizione
delle misure degli attrezzi a pompa. Per quanto riguarda
la pressione rilevata per ogni ugello, nella rasca in
corto è stata di 1,8-2,0 bar, nella rasca in lungo la
stessa si è rivelata essere 0,5 bar.
La fila di ugelli nel prototipo di rasca in corto a pompa
esaminato è unica, ogni ugello in plastica ha un foro
di 3,7 mm di diametro.
Nella rasca in lungo a pompa vi sono due file di ugelli
di 4,7 mm di diametro.
Entrambi gli attrezzi sono alimentati da una pompa a benzina
di 3,5 kw di potenza.
Per quanto concerne le spese di gestione, attraverso un’intervista
diretta ai pescatori, si sono raccolti i seguenti dati:
gli attrezzi denominati rasca in corto a pompa e rasca
in lungo a pompa hanno entrambi un costo che si aggira
attorno ai 500-600 €.
L’usura è assai limitata e non rilevante in quanto sono
costruiti entrambi in acciaio inox e l’usura determinata
dall’abrasione del sedimento è trascurabile.
La pompa a benzina di supporto ha una spesa di acquisto
di 500 €, consuma un pieno (ca 6 L di carburante) ogni
5 ore di esercizio, una volta l’anno necessita di un cambio
d’olio (1L), ha una durata media di esercizio di circa
3 anni.
Le spese di carburante per ogni giornata di pesca calcolando
anche gli spostamenti si aggirano attorno a 50 €, calcolando
inoltre che la rasca in lungo utilizza il motore durante
la pesca.
Le altre spese di manutenzione annua dell’attrezzatura
i manicotti in gomma, i raccordi ecc, sono stimate attorno
a 100 €.
Le spese di mantenimento dell’imbarcazione sono variabili
dal momento che l’impiego dell’imbarcazione non è ascrivibile
totalmente al solo uso di questi attrezzi
L’assicurazione del motore di bordo ha un costo annuo
variabile da 50 ad 80 €.
4.3 Discussioni e conclusioni
Non sono stati evidenziati risultati che impediscano nelle
aree soggette ad indagine l’utilizzo di entrambi gli attrezzi
a pompa o ne sconsiglino l’uso.
Nelle precedenti fasi è emerso che il loro impatto sul
substrato e sulla fauna associata non è particolarmente
elevato, considerando la naturale variabilità degli ambienti
lagunari.
Gli alti rendimenti mostrati dagli attrezzi a pompa nei
confronti dei loro omologhi non sono peraltro giustificabili
se non attraverso un impatto anche minimo.
La rasca in lungo a pompa ha mostrato rendimenti e capacità
di prelievo più elevate.
Ciò oltre alla variabilità dei fondali indagati (le popolazioni
di vongole possono cambiare per una stessa zona a distanze
minime), si può attribuire ad una maggiore forza di penetrazione
impressa dal traino dell’imbarcazione rispetto alla rasca
a piedi.
In tutte e tre le fasi di sperimentazione non sono state
rilevate modalità di impiego degli attrezzi che comportino
rischi particolari per gli operatori.
Di seguito in base ai risultati ottenuti vengono suggerite
quello che dovrebbero essere le caratteristiche principali
degli attrezzi consentiti.
|