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3. Fase II

La seconda fase delle sperimentazioni si è svolta nel mese di Giugno>conda, le pescate sperimentali sono state svolte in quattro aree diverse in due giornate, 23 e 24 Giugno.  

3.1. Materiali e metodi
 
3.1.1. Localizzazione delle aree di indagine  
La sperimentazione si è svolta in questa seconda fase con le stesse modalità utilizzate nella prima indagine. Nell’esecuzione dei campionamenti previsti la sperimentazione è stata effettuata all’interno di quattro aree lagunari, le stesse utilizzate durante la prima fase sperimentale, indicate rispettivamente con le sigle: 0 (Scardovari), B (Barbamarco), M (Marinetta), C (Caleri). In tutte le aree scelte esistono zone in concessione ai consorzi per l’allevamento delle vongole veraci. La scelta delle quattro zone è stata di volta in volta concordata con gli operatori dei consorzi che hanno fornito gli attrezzi e le imbarcazioni per il campionamento. Per avere campioni omogenei e dati confrontabili è stato scelto anche in questo caso di operare al di fuori delle zone in concessione in quanto in quei punti la composizione del pescato avrebbe senza dubbio risentito delle condizioni di allevamento. Ciascun attrezzo ha operato all’interno dell’area assegnata effettuando cinque pescate. I prototipi sperimentali hanno lavorato  a fianco dei loro omologhi tradizionali. Per quanto riguarda i nuovi attrezzi prima e dopo il passaggio durante la prima pescata è stato prelevato un campione di sedimento utilizzando una benna. Per ogni pescata di ciascun attrezzo è stato prelevato un campione di pescato successivamente trasportato ed analizzato in laboratorio, dove è stata divisa la frazione di prodotto commerciale della fauna associata e si è proceduto al riconoscimento delle varie specie presenti.  

3.1.2 Attrezzi da pesca utilizzati  
In questa fase hanno operato i quattro attrezzi previsti nell’originale protocollo sperimentale . Il consorzio ALMECA in sede operativa non ha presentato infatti la sfogliara piombata il quinto attrezzo proposto nella I fase. Gli attrezzi coinvolti in questa ulteriore indagine vengono di seguito riportati utilizzando per le descrizioni le stesse sigle individuate nella fase precedente: a)            Rasca in lungo tradizionale (RLT) b)           Rasca in lungo a pompa (RLP) c)            Rastrello tradizionale a piedi senza ausilio di forza motrice o Rasca in corto (RCT) d)            Rastrello a piedi con ausilio di pompa o Rasca in corto a pompa (RCP)  

3.1.3 Descrizione e caratterizzazione tecnica dei sistemi da pesca  
Per quanto riguarda la descrizione degli attrezzi si rimanda al paragrafo 1.4 e 2.1.3, dove sono gia stati evidenziate le caratteristiche principali degli strumenti sperimentali.   

3.1.4 Fasi operative  
In ogni area per gli attrezzi utilizzati sono state effettuate 5 pescate/repliche. Nell’area O sono stati utilizzati RLT, RLP; nell’area B sono stati utilizzati RLT, RLP; nell’area C sono stati utilizzati RCT e RCP; nell’area M sono stati impiegati RCT e RCP. La rasca in corto pompa è stata impiegata in due aree, Marinetta e Caleri, mentre nella prima fase aveva operato solo nella Laguna di Caleri. Al termine di ciascun survey, il pescato, dopo essere stato lavato, veniva issato a bordo, pesato in “toto” e preparato per essere trasportato, tutto od un suo campione, per le successive analisi di laboratorio. Per ogni cala sono state segnate le distanze percorse ed il tempo impiegato per ogni tirata. Tutti i dati rilevati sono stati riportati in apposite schede. Per quanto riguarda l’analisi sedimentologica questa si è svolta mediante il prelievo, con benna, di campioni di sedimento immediatamente prima e subito dopo ogni prima passata di ciascun attrezzo di pesca, in conformità con le operazioni svolte nella prima fase di campionamento.    

3.2 Analisi dei Risultati
 
3.2.1. Campionamenti – dati generali  
L’analisi dei campioni in laboratorio si è svolta separando dall’insieme del campione gli organismi vivi da quelli morti e identificando gli organismi vivi, che sono stati contati e pesati per specie. Per quanto concerne le vongole (Tapes spp.), esse sono state misurate ed è stato quindi elaborato un istogramma per taglia relativo alle catture di ogni attrezzo (allegati taglia-frequenza fase II) . Tali dati sono stati riportati all’insieme delle pescate per quei campioni ove era stato preso un subcampione.  

3.2.2 Catture Vongole  
In tabella 1 si riportano i dati di sintesi riferiti alle vongole nelle diverse pescate. Per attrezzo e cala si riportano numero e peso delle vongole rilevate in ogni campione. Nelle colonne indicate come peso totale e numero totale viene evidenziato il numero e il peso teorico di vongole catturato calcolato in base al rapporto tra il peso del campione ed il peso totale del pescato rilevato a bordo. Viene evidenziata inoltre la frazione di vongole di taglia commerciale(≥ 25 mm) espressa come numero e peso e la loro percentuale rispetto al totale catturato. Nella colonna m2 viene riportato il valore della superficie esplorata da ogni attrezzo per ogni pescata sperimentale. Nelle colonne successive viene riportata la resa riferita ai m2 esplorati rispettivamente del numero degli individui del prodotto totale rinvenuto, del suo peso, della frazione di individui di taglia commerciale e del loro peso.        
Tabella 1.  Risultati ottenuti da ogni attrezzo per ogni area.  
area attrezzo campione num peso (gr) num tot peso tot % comm num comm peso comm m2 resa n tot resa p tot resa n com resa p com
O RLP 1 61 300,3 250 1231,2 72 180 886,5 10 25 123,1 18 88,6
O RLP 2 12 56,6 40 186,8 75 30 140,1 10 4 18,7 3 14,0
O RLP 3 30 195,5 207 1349,0 87 180 1173,6 10 21 134,9 18 117,4
O RLP 4 4 7,4 4 7,4 50 2 3,7 10 0 0,7 0 0,4
O RLP 5 13 14,1 13 14,1 85 11 12,0 10 1 1,4 1 1,2
O RLT 1 27 210,1 27 210,1 96 26 201,7 10 3 21,0 3 20,2
O RLT 2 5 30 5 30,0 100 5 30,0 10 1 3,0 1 3,0
O RLT 3 71 594,6 71 594,6 99 70 588,7 10 7 59,5 7 58,9
O RLT 4 61 507,4 61 507,4 100 61 507,4 10 6 50,7 6 50,7
O RLT 5 36 216,5 36 216,5 89 32 192,7 10 4 21,7 3 19,3
B RLP 1 39 382,4 39 382,4 92 36 351,8 10 4 38,2 4 35,2
B RLP 2 34 288,5 126 1067,5 91 114 971,4 10 13 106,7 11 97,1
B RLP 3 33 382,7 33 382,7 94 31 359,7 10 3 38,3 3 36,0
B RLP 4 72 941,8 72 941,8 86 62 809,9 10 7 94,2 6 81,0
B RLP 5 93 1025,5 93 1025,5 97 90 994,7 10 9 102,6 9 99,5
B RLT 1 42 426,6 42 426,6 98 41 418,1 8 5 53,3 5 52,3
B RLT 2 72 688,3 72 688,3 92 66 633,2 8 9 86,0 8 79,2
B RLT 3 9 86,2 9 86,2 100 9 86,2 8 1 10,8 1 10,8
B RLT 4 0 0 0 0,0 0 0 0,0 8 0 0,0 0 0,0
B RLT 5 8 91,5 10 119,0 75 8 89,2 8 1 14,9 1 11,2
M RCP 1 40 393,7 40 393,7 98 39 385,8 2,5 16 157,5 16 154,3
M RCP 2 20 168,1 20 168,1 100 20 168,1 2,5 8 67,2 8 67,2
M RCP 3 3 16,3 3 16,3 67 2 10,9 2,5 1 6,5 1 4,4
M RCP 4 20 158,7 20 158,7 90 18 142,8 2,5 8 63,5 7 57,1
M RCP 5 29 313,2 29 313,2 90 26 281,9 2,5 12 125,3 10 112,8
M RCT 1 7 45,1 7 45,1 71 5 32,0 2,5 3 18,0 2 12,8
M RCT 2 23 53,7 23 53,7 57 13 30,6 2,5 9 21,5 5 12,2
M RCT 3 5 17,2 5 17,2 60 3 10,3 2,5 2 6,9 1 4,1
M RCT 4 5 9,1 5 9,1 20 1 1,8 2,5 2 3,6 0 0,7
M RCT 5 9 25,5 9 25,5 44 4 11,2 2,5 4 10,2 2 4,5
C RCP 1 41 432,4 57 605,4 100 57 605,4 2,5 23 242,1 23 242,1
C RCP 2 30 284,7 30 284,7 100 30 284,7 2,5 12 113,9 12 113,9
C RCP 3 29 256,4 46 410,2 100 46 410,2 2,5 19 164,1 19 164,1
C RCP 4 4 30,2 4 30,2 100 4 30,2 2,5 2 12,1 2 12,1
C RCP 5 28 269,8 28 269,8 100 28 269,8 2,5 11 107,9 11 107,9
C RCT 1 4 46,5 4 46,5 100 4 46,5 2,5 2 18,6 2 18,6
C RCT 2 10 106,2 10 106,2 100 10 106,2 2,5 4 42,5 4 42,5
C RCT 3 1 10,1 1 10,1 100 1 10,1 2,5 0 4,0 0 4,0
C RCT 4 2 15,2 2 15,2 100 2 15,2 2,5 1 6,1 1 6,1
C RCT 5 5 28,2 5 28,2 100 5 28,2 2,5 2 11,3 2 11,3
     
Nelle giornate di pesca diversi attrezzi hanno operato nella stessa area, contemporaneamente. Di seguito si confrontano i risultati tra attrezzi diversi per le stesse aree, considerando i valori medi tra le 5 pescate (Tabb. 2 – 3 e Fig. 1 e 2). Nelle colonne si trova indicato da sinistra a destra: l’area di pesca, il tipo di attrezzo, il numero o il peso totale medio ottenuto da ogni attrezzo nelle diverse pescate, la media delle rese al m2 ottenuta da ogni attrezzo e, per la frazione di prodotto di taglia commerciale, il rendimento espresso in individui e kg per ora. Nelle figure l’ultima lettera della sigla di identificazione degli attrezzi individua l’area operativa.  

Tabella 2. Rendimento medio in numero di individui                                                                              
NUMERO TOT
area ATTR. MEDIA dev st resa n/ m 2 dev st n/ora
O RLP 103 116,6 10 11,7 5255
O RLT 40 26,5 4 2,7 1013
B RLP 73 38,5 7 3,9 4169
B RLT 27 29,9 3 3,7 710
M RCP 22 13,6 9 5,4 1523
M RCT 10 7,6 4 3 101
C RCP 33 20,3 13 8,1 2369
C RCT 4 3,5 2 1,4 88

 Tabella 3. Rendimento medio in peso delle catture   
PESO TOT
area ATTR. MEDIA dev st resa gr/m 2 dev st Kg/ora
O RLP 557,7 673,7 55,8 67,4 28,9
O RLT 311,7 233,0 31,2 23,3 7,9
B RLP 760,0 347,5 76,0 34,7 43,6
B RLT 264,0 286,7 33,0 35,8 7
M RCP 210,0 146,9 84,0 58,8 14,3
M RCT 30,1 18,8 12,0 7,5 0,3
C RCP 320,1 210,5 128,0 84,2 22,9
C RCT 41,2 38,9 16,5 15,6 0,8

Figura 1. media e dev.st. del numero totale di individui/vongole per ogni attrezzo per area


Figura 2. media e dev.st. del peso totale/gr. delle vongole per ogni attrezzo per area      


Nella tabella 4 viene indicata la percentuale medie di scarto (organismi morti, materiale inerte e bioclasti) rispetto al totale catturato da ogni attrezzo   Tabella 4. Frazione di scarto presente nelle catture di ogni attrezzo  
  % scarto
RLPO 88
RLTO 72
RLPB 59
RLTB 72
RCPM 74
RCTM 74
RCPC 71
RCTC 96

  E’ interessante notare come nella stessa area le percentuali di scarto non varino in modo significativo da attrezzo a attrezzo.     In tabella 5 e tabella 6 ed in Fig 3 e Fig. 4 si riportano i dati relativi alle medie delle rese per numero e peso riferite ad ogni area e ad ogni attrezzo utilizzato, espresse rispettivamente come n.individui/ m2 e gr/ m2 . In tabella 7 e tabella 8 troviamo espresse in percentuale in peso rispetto al peso totale del pescato rispettivamente, la frazione di individui di taglia commerciale (≥ 25 mm) e la frazione di scarto  rinvenuta nelle diverse aree per ogni attrezzo.  

Tabella 5 .Numero medio per attrezzo e area/m 2                        
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP
O 4 10    
B 3 7    
M     4 9
C     2 13

Tabella 6. peso medio/gr di vongole per attrezzo individui/vongole e area/ m 2
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP
O 31,2 55,8    
B 33 76    
M     12 84
C     16,5 128

Tabella 7. Frazione%di individui per attrezzo e area  
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP
O 97 74    
B 73 92    
M     50 89
C     100 100

Tabella 8.Frazione% di scarto taglia commerciale per attrezzo e area
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP
O 72 88    
B 72 59    
M     74 74
C     96 71

Figura 3. Numero medio individui/vongole al m 2 per area ed attrezzo    


Figura 4. peso medio vongole al m 2 per area ed attrezzo   Di seguito viene riportata un analisi dettagliata dei risultati ottenuti nelle quattro diverse aree.    


Area Scardovari
 
Nella Sacca di Scardovari sono stati sperimentati due attrezzi: rasca in lungo tradizionale e rasca in lungo a pompa. In  tabella 2 (Fig.1) si nota che il numero di individui, la media, la resa al m2 ed il prelievo orario sono nettamente superiori per la rasca a pompa. In tabella 3 (Fig.2) lo stesso andamento viene confermato per il peso anche se si deve notare che il divario in questo caso è inferiore, pur rimanendo elevata la quantità di prodotto pescato/h, la differenza tra la resa espressa in g/ m2 tra i due attrezzi è meno evidente, questo dato viene evidenziato anche nelle tabelle 5 e 6 (Figure 3,4). Se si osservano i dati in Tabella 7 si può notare che la frazione di individui di taglia commerciale catturati è superiore per la rasca tradizionale che presenta una maggiore selettività. Le percentuali di scarto prelevato non differiscono in maniera sostanziale, la rasca a pompa ne cattura una quantità leggermente superiore (Tabella 8).      

Area Barbamarco
 
Nella laguna di Barbamarco hanno operato la rasca in lungo tradizionale e la rasca in lungo a pompa. Nelle tabelle 2 e 5 (Fig.1,3) si nota che il numero di individui, la media, la resa al m2 ed il prelievo orario sono nettamente superiori per la rasca a pompa. In tabella 3 ed in tabella 6 (Fig 3,4) lo stesso andamento viene confermato per il peso di prodotto prelevato. I dati in tabella 7 evidenziano una selettività maggiore della rasca a pompa rispetto a quella tradizionale che cattura una percentuale maggiore di prodotto di taglia commerciale. Le percentuali di scarto prelevato non differiscono in maniera sostanziale, la rasca a pompa ne cattura una quantità leggermente inferiore (Tabella 8).   Area Marinetta   Sono stati sperimentati due attrezzi: rasca in corto tradizionale, rasca in corto a pompa. Nelle tabelle 2 e 5 (Fig.1,3) si nota che il numero di individui, la media, la resa al m2 ed il prelievo orario sono nettamente superiori per la rasca a pompa. In tabella 3 ed in tabella 6 (Fig 3,4) lo stesso andamento viene confermato per il peso di prodotto prelevato. I dati in tabella 7 evidenziano una selettività maggiore della rasca a pompa rispetto a quella tradizionale che cattura una percentuale maggiore di prodotto di taglia commerciale, rispettivamente 89% contro 50%. Da notare che le quantità di scarto prelevate dai due attrezzi risultano identiche (Tabella 8).   Area Caleri   Nella laguna di Caleri sono stati sperimentati due tipi di attrezzo: rasca in corto tradizionale e rasca in corto a pompa. Nelle tabelle 2 e 5 (Fig.1,3) si nota che il numero di individui, la media, la resa al m2 ed il prelievo orario sono nettamente superiori per la rasca a pompa. In tabella 3 ed in tabella 6 (Fig 3,4) lo stesso andamento viene confermato per il peso di prodotto prelevato. I dati in tabella 7 evidenziano una selettività identica fra i due attrezzi, per entrambi il prodotto pescato è totalmente di taglia commerciale. Le percentuali di scarto prelevato non differiscono in maniera sostanziale, la rasca a pompa ne cattura una quantità leggermente inferiore (Tabella 8).       3.2.3 Catture accessorie   Vengono riportate le tabelle relative alle catture in peso degli organismi in ogni area e per ogni attrezzo. La sigla presente in ogni tabella indica l’attrezzo impiegato e l’area. In ordine vengono esposti i risultati di ogni attrezzo nelle lagune di Scardovari( Tab 1, 2), Barbamarco (Tab. 3, 4), Marinetta (Tab. 5, 6) e Caleri (Tab. 7, 8). Per ogni attrezzo viene evidenziata la composizione in specie, il numero degli individui catturati ed il peso riferiti all’unità di superficie. Per quanto riguarda l’area di Scardovari, si nota che la rasca a pompa cattura una quantità maggiore di specie accessorie. Lo stesso accade nella laguna di Barbamarco dove viene evidenziato un prelievo maggiore di specie accessorie da parte dell’attrezzo a pompa. A Marinetta il prelievo maggiore di specie accessorie è dovuto invece alla rasca tradizionale, mentre a Caleri non sono state evidenziate apprezzabili differenze tra i due attrezzi.    

Tabella 1.Specie accessorie RLP Scardovari                                                       
RLPO
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii 0,5 6,8
Cerastoderma glaucum 5,2 26,3
Chamelea gallina 4,0 13,7
Cyclope neritea 1,8 1,6
Liocarcinus vernalis    
Diogenes pugilator c.g. 1,0 2,7
Mactra corallina 2,3 4,7
Mytilus galloprovincialis 1,9 16,1
Nassarius reticulatus 58,9 137,1
Scapharca cornea 1,1 48,2
Xantho incisus 5,9 12
Upogebia tipica    

Tabella 2. Specie accessorie RLT Scardovari
RLTO
Specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum 0,8 4,3
Chamelea gallina 0,2 0,9
Cyclope neritea    
Liocarcinus vernalis 0,1 2,9
Diogenes pugilator c.g. 0,1 0,2
Mactra corallina 0,9 1,9
Mytilus galloprovincialis 1,4 13
Nassarius reticulatus 1,3 3,3
Scapharca cornea 0,8 40,5
Xantho incisus 0,3 0,8
Upogebia tipica 0,1 0,3

Tabella 3. Specie accessorie RLP Barbamarco
RLPB    
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii 0,2 1,6
Cerastoderma glaucum 0,4 1,1
Chamelea gallina 4 18,4
Cyclope neritea 3,3 2
Diogenes pugilator c.g. 7,8 17,9
Liocarcinus vernalis 0,2 1,5
Mactra corallina 0,2 0,7
Mytilus galloprovincialis 0,6 2,2
Murex brandaris 1,2 22
Nassarius reticulatus 4,6 10,7
Ostrea edulis 1 3,7
Scapharca cornea 3,6 89,4
Scapharca demirii 0,2 0,4
Spisula subtruncata 0,1 0,1
Tapes aurea    
Tellina tenuis 0,2 0,1
Ulva spp.   3,3

Tabella 4.Specie accessorie RLT Barbamarco
RLTB    
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum    
Chamelea gallina 0,6 3,9
Cyclope neritea    
Diogenes pugilator c.g. 1 2,6
Liocarcinus vernalis    
Mactra corallina 0,1 0,7
Mytilus galloprovincialis 0,3 1,3
Murex brandaris 0,1 0,7
Nassarius reticulatus 1,1 2,5
Ostrea edulis    
Scapharca cornea 0,3 10,1
Scapharca demirii    
Spisula subtruncata    
Tapes aurea 0,1 0,6
Tellina tenuis    
Ulva spp.   7,35

Tabella 5 .Specie accessorie RCP Marinetta  
RCPM    
specie Num/ m2 gr/ m2
Cerastoderma glaucum 14 72,2
Cyclope neritea    
Crangon crangon    
Graciliaria spp.   1,7
Musculista senhousia    
Mytilus galloprovincialis 1,2 9,4
Ostrea edulis 0,4 17,6
Ulva spp.   3,4
Upogebia tipica 4,4 15,6
   
 Tabella 6. Specie accessorie RCT Marinetta
RCTM    
specie Num/ m2 gr/ m2
Cerastoderma glaucum 24,4 149,4
Cyclope neritea 1,2 1
Crangon crangon 1,2 1,2
Graciliaria spp.   11,9
Musculista senhousia 4,8 2,1
Mytilus galloprovincialis 2 19
Ostrea edulis 2,8 81,7
Ulva spp.   3,7
Upogebia tipica 0,4 0,5

Tabella 8.Specie accessorie RCT Caleri  
RCPC    
specie Num/ m2 gr/ m2)
Carcinus aestuarii 0,4 9,2
Cerastoderma glaucum 18,8 121,8
Cyclope neritea 0,4 0,4
Mactra corallina 1,2 3,5
Nassarius reticulatus 0,4 1
Ostrea edulis 0,4 11,3
Scapharca cornea 0,8 21,9
Upogebia tipica    
   
Tabella 9. Specie accessorie RCP Caleri
RCTC    
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum 6 36,4
Cyclope neritea    
Mactra corallina 0,8 2,6
Nassarius reticulatus 4,4 8,4
Ostrea edulis    
Scapharca cornea    
Upogebia tipica 0,4 1,1

3.2.4 Analisi sui sedimenti  
La determinazione delle caratteristiche tessiturali è stata effettuata da un laboratorio specializzato Per ogni campione è fornita la sua caratterizzazione per quanto riguarda i seguenti aspetti: ·        percentuale totale frazioni granulometriche (inclusa quella grossolana bioclastica), classificazione secondo Shepard (sabbia, silt, argilla) o Bosellini et al. (sabbia); ·        parametri statistici (media, classazione, asimmetria, appuntamento); ·        percentili (espressi in phi); Graficamente sono disponibili per ogni campione la: classificazione nel triangolo di Shepard (1954), distribuzione di frequenza (diametro in phi), curva cumulativa (diametro in phi).   Area 0 (Scardovari):   attrezzo: RLP (rasca in lungo a pompa) Classificazione del sedimento prima dell’operazione:
Sabbia ghiaiosa
Percentuali: %sabbia = 81,14; %ghiaia = 9,76; % pelite = 9,10 Classificazione del sedimento dopo l’operazione:
Sabbia pelitica Percentuali: %sabbia = 81,37; %ghiaia = 2,97; % pelite = 15,67         Area B (Barbamarco)   attrezzo: RLP (rasca in lungo a pompa) Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia Percentuali: %sabbia = 99,44; %ghiaia = 0,45; % pelite = 0,12 Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia Percentuali: %sabbia = 98,82; %ghiaia = 0,75; % pelite = 0,42   Area M (Marinetta)   attrezzo: RCP (rasca in corto a pompa) Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia Percentuali: %sabbia = 94,52; %ghiaia = 1,50; % pelite = 3,98 Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia Percentuali: %sabbia = 87,63; %ghiaia = 6,02; % pelite = 6,35   Area C (Caleri)   attrezzo: RCP (rasca in corto a pompa) Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia pelitica Percentuali: %sabbia = 86.77; %ghiaia = 2.04; %pelite = 11.18 Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia politica Percentuali: %sabbia = 83.65; %ghiaia = 4.06; %pelite = 10.48   Come descritto precedentemente per ogni attrezzo innovativo utilizzato sono stati prelevati due campioni di sedimento uno prima del passaggio dell’attrezzo sul fondo ed uno subito mediante una benna. I campioni sono stati analizzati ed è stata identificata la natura del sedimento e la granulometria. In generale i risultati evidenziano un impatto non elevato sul fondo da parte di tutti gli attrezzi impiegati. La natura dei sedimenti prima e dopo il passaggio non cambia in maniera sostanziale.        

3.3 Discussioni e conclusioni
 
Dai risultati ottenuti in questa seconda fase di campionamenti emerge quanto già evidenziato nelle prima fase. Gli attrezzi a pompa hanno un rendimento nettamente superiore e non presentano particolari difficoltà operative ben adattandosi alle condizioni rilevate in laguna. Le ulteriori analisi sedimentologiche confermano che le modifiche apportate al substrato dopo il passaggio dei suddetti attrezzi sono minime e non incidono particolarmente sulla tessitura del fondale che per sua natura è soggetto ad una forte variabilità. Dalla prima fase emergeva una differenza sostanziale riguardo alla selettività degli attrezzi. Gli attrezzi a pompa prelevavano una quantità superiore di prodotto di taglia inferiore a quella commerciale manifestando una selettività inferiore rispetto ai loro omologhi tradizionali. Ciò in buona parte è stato imputato ad un errore operativo, dovuto al fatto che su entrambi gli attrezzi a pompa era stata armata una rete di maglia inferiore rispetto a quelli tradizionali. Anche in questa fase gli attrezzi presentavano differenze nelle maglie della rete, con quelli a pompa armati con una maglia inferiore ma le differenze di selettività appaiono ridotte. Se si escludono i risultati ottenuti nell’area di Scardovari, dove ancora una volta l’attrezzo a pompa mostra una selettività inferiore, nelle altre aree di Barbamarco e Marinetta la selettività risulta maggiore per le rasche a pompa, mentre i valori si eguagliano a Caleri. Anche l’impatto sulle specie accessorie degli attrezzi a pompa si è rivelato inferiore rispetto alla prima fase. Concludendo questa ulteriore indagine ha confermato quanto gia evidenziato nelle operazioni precedenti. Gli attrezzi proposti non presentano particolari problemi dovuti all’impatto sulla comunità bentonica e consentono di migliore le condizioni operative degli addetti, con una maggior resa. Per un analisi ulteriore della selettività degli attrezzi e del loro impatto sul reclutamento delle specie oggetto di raccolta è stata necessaria una ulteriore breve fase sperimentale, condotta in una sola area per l’omogeneità dei dati, dove sono stati fatti lavorare tutti gli attrezzi armati con reti di ampiezza identica fra loro.

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