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2. Fase I
 
La prima fase delle sperimentazioni si è svolta nel mese di Aprile, le pescate sperimentali sono state svolte in quattro aree diverse in tre giornate, 15, 16 e 28 Aprile.
 
2.1  Materiali e metodi
2.1.1 Localizzazione delle aree di indagine
 Nell’esecuzione dei campionamenti previsti in questa fase, la sperimentazione è stata effettuata all’interno di quattro aree lagunari indicate rispettivamente con le sigle: 0 (Scardovari), B (Barbamarco), M (Marinetta), C (Caleri).
In tutte le aree scelte esistono zone in concessione ai consorzi per l’allevamento delle vongole veraci.
La scelta delle quattro zone è stata di volta in volta concordata con gli operatori dei consorzi che hanno fornito gli attrezzi e le imbarcazioni per il campionamento.
Per avere campioni omogenei e dati confrontabili è stato scelto di operare al di fuori delle zone in concessione in quanto in quei punti la composizione del pescato avrebbe senza dubbio risentito delle condizioni di allevamento.
Ciascun attrezzo ha operato all’interno dell’area assegnata effettuando cinque pescate.
I prototipi sperimentali hanno lavorato  a fianco dei loro omologhi tradizionali.
Per quanto riguarda i nuovi attrezzi prima e dopo il passaggio durante la prima pescata è stato prelevato un campione di sedimento utilizzando una benna.
Per ogni pescata di ciascun attrezzo è stato prelevato un campione successivamente trasportato ed analizzato in laboratorio, dove è stata divisa la frazione di prodotto commerciale della fauna associata e si è proceduto al riconoscimento delle varie specie presenti.
 
2.1.2 Attrezzi da pesca utilizzati

In questa fase hanno operato cinque diversi attrezzi, quattro previsti nel protocollo sperimentale ed un quinto proposto in fase operativa dagli operatori del consorzio ALMECA.
Per comodità ogni attrezzo è stato identificato con una sigla di seguito riportata:
a) Rasca in lungo tradizionale (RLT)
b) Rasca in lungo a pompa (RLP)
c) Rastrello tradizionale a piedi senza ausilio di forza motrice o Rasca in corto (RCT)
d) Rastrello a piedi con ausilio di pompa o Rasca in corto a pompa (RCP)
e) Sfogliara piombata (SP)
 
2.1.3 Descrizione e caratterizzazione tecnica dei sistemi da pesca
Per quanto riguarda i prototipi proposti (RLT, RCP) si rimanda alla descrizione iniziale, per quanto riguarda invece gli altri attrezzi si riporta una breve descrizione.
Gli attrezzi tradizionali (RLT, RCT) sono attrezzi da traino per molluschi senza l’ausilio di forza motrice, la rasca in lungo tradizionale (RLT) è un rastrello da natante, la rasca in corto (RCT) e un rastrello a piedi senza l’ausilio di forza motrice .
Il primo viene adoperato dall’imbarcazione dove la profondità supera 1,5 m, può essere utilizzato a barca ancorata o imbracciando il manico mentre la barca viene trascinata dalla corrente, possiede denti che penetrano nel terreno per strappare i molluschi dal sedimento.
L’altro è un rastrello trainato a piedi dal pescatore che si aiuta con due cime che partono dalla base del rastrello e sono legate alla vita da una cintura ed agisce sul manico per fare leva sul sedimento, opera principalmente in aree dove la profondità è inferiore ad 1,20 m.
L’ulteriore attrezzo presentato in fase operativa dall’ALMECA, sfogliara piombata (SP) o semplicemente “piombata”, è  un attrezzo simile ad una tradizionale sfogliara
L’imboccatura della rete è costituita da un telaio rigido a forma di semicerchio munito di due slitte verso il basso.
Viene collegata a poppa dell’imbarcazione dove la profondità è inferiore ad 1,5 m, un pescatore rimane a bordo della barca mentre il secondo a poppa si posiziona in piedi sopra all’imboccatura dell’attrezzo e manovra il motore dell’imbarcazione per smuovere il fondo facilitando la raccolta.

2.1.4 Fasi operative
In ogni area per gli attrezzi utilizzati sono state effettuate 5 pescate/repliche. Nell’area O sono stati utilizzati RLT, RLP; nell’area B sono stati utilizzati RLT, RLP; nell’area C sono stati utilizzati RCT e RCP; nell’area M sono stati impiegati RCT, RLP e la sfogliara piombata (SP).
Al termine di ciascun survey, il pescato, dopo essere stato lavato, veniva issato a bordo, pesato in “toto” e preparato per essere trasportato, tutto od un suo campione, per le successive analisi di laboratorio.
Per ogni cala sono state segnate le distanze percorse ed il tempo impiegato per ogni tirata. Tutti i dati rilevati sono stati riportati in apposite schede.
Per quanto riguarda l’analisi sedimentologica questa si è svolta mediante il prelievo, con benna, di campioni di sedimento immediatamente prima e subito dopo ogni prima passata di ciascun attrezzo di pesca.
 
2.2 Analisi dei risultati
2.2.1 Campionamenti – dati generali
L’analisi dei campioni in laboratorio si è svolta separando dall’insieme del campione gli organismi vivi da quelli morti e identificando gli organismi vivi, che sono stati contati e pesati per specie. Per quanto concerne le vongole (Tapes spp.), esse sono state misurate ed è stato quindi elaborato un istogramma per taglia relativo alle catture di ogni attrezzo (allegati taglia-frequenza fase I) .
Tali dati sono stati riportati all’insieme delle pescate per quei campioni ove era stato preso un subcampione.
 
2.2.2 Catture Vongole
In Tabella 1 si riportano i dati di sintesi riferiti alle vongole nelle diverse pescate.
Per attrezzo e cala si riportano numero e peso delle vongole rilevate in ogni campione.
Nelle colonne indicate come peso totale e numero totale viene evidenziato il numero teorico di vongole catturato calcolato in base al rapporto tra il peso del campione ed il peso totale del pescato rilevato a bordo.
Viene evidenziata inoltre la frazione di vongole di taglia commerciale (≥ 25 mm) espressa come numero e peso e la loro percentuale rispetto al totale catturato.
Nella colonna m2 viene riportato il valore della superficie esplorata da ogni attrezzo per ogni pescata sperimentale.
Nelle colonne successive viene riportata la resa riferita ai m2 esplorati rispettivamente del numero degli individui del prodotto totale rinvenuto, del suo peso, della frazione di individui di taglia commerciale e del loro peso.

Tabella 1.  Risultati ottenuti da ogni attrezzo per ogni area.
area
attrezzo
campione
num
peso (gr)
num tot
peso tot
% comm
num comm
peso comm
m 2
resa n tot
resa p tot
resa n com
resa p com
O RLP 1 280 516,5 1173 2162,8 16 188 346,1 5 235 432,6 38 69,2
O RLP 2 331 543,3 935 1534,0 11 103 168,7 5 187 306,8 21 33,7
O RLP 3 283 529,4 770 1441,1 12 92 172,9 5 154 288,2 18 34,6
O RLP 4 193 322,2 526 878,7 14 74 123,0 5 105 175,7 15 24,6
O RLP 5 237 388,3 488 799,4 8 39 64,0 5 98 159,9 8 12,8
O RLT 1 17 81,4 17 81,4 71 12 57,8 5 3 16,3 2 11,6
O RLT 2 26 103,7 26 103,7 50 13 51,9 5 5 20,7 3 10,4
O RLT 3 9 35,8 9 35,8 56 5 20,0 5 2 7,2 1 4,0
O RLT 4 58 174,9 58 174,9 50 29 87,5 5 12 35,0 6 17,5
O RLT 5 48 224,6 48 224,6 63 30 141,5 5 10 44,9 6 28,3
B RLP 1 37 213,8 74 427,6 46 34 196,7 10 7 42,8 3 19,7
B RLP 2 32 339,9 185 1961,0 69 127 1353,1 10 18 196,1 13 135,3
B RLP 3 15 177,3 38 447,1 73 28 326,4 10 4 44,7 3 32,6
B RLP 4 12 74,6 72 447,6 42 30 188,0 10 7 44,8 3 18,8
B RLP 5 4 20 35 175,0 100 35 175,0 10 4 17,5 4 17,5
B RLT 1 47 277,1 47 277,1 89 42 246,6 8 6 34,6 5 30,8
B RLT 2 18 193,9 18 193,9 89 16 172,6 8 2 24,2 2 21,6
B RLT 3 14 201,7 14 201,7 86 12 173,5 8 2 25,2 2 21,7
B RLT 4 23 305,5 23 305,5 96 22 293,3 8 3 38,2 3 36,7
B RLT 5 19 248,7 19 248,7 95 18 236,3 8 2 31,1 2 29,5
M RLP 1 388 1110,5 388 1110,5 17 66 188,8 10 39 111,1 7 18,9
M RLP 2 363 495,1 363 495,1 32 116 158,4 10 36 49,5 12 15,8
M RLP 3 310 880,2 310 880,2 18 56 158,4 10 31 88,0 6 15,8
M RLP 4 116 384,7 116 384,7 22 26 84,6 10 12 38,5 3 8,5
M RLP 5 378 910,2 378 910,2 14 53 127,4 10 38 91,0 5 12,7
M RCT 1 63 435,1 63 435,1 86 54 374,2 3 21 145,0 18 124,7
M RCT 2 143 723,2 143 723,2 62 89 448,4 3 48 241,1 30 149,5
M RCT 3 113 459,9 113 459,9 40 45 184,0 3 38 153,3 15 61,3
M RCT 4 130 745,2 130 745,2 64 83 476,9 3 43 248,4 28 159,0
M RCT 5 126 975,1 126 975,1 84 106 819,1 3 42 325,0 35 273,0
M SP 1 147 1556,8 1531 16216,7 90 1378 14595,0 22 70 737,1 63 663,4
M SP 2 142 1348,4 531 5038,8 82 435 4131,8 22 24 229,0 20 187,8
M SP 3 51 500,1 510 5001,0 86 439 4300,9 22 23 227,3 20 195,5
M SP 4 127 1283,3 445 4491,6 91 404 4087,3 22 20 204,2 18 185,8
M SP 5 95 988,8 570 5932,8 92 524 5458,2 22 26 269,7 24 248,1
C RCP 1 3 52,2 14 243,6 100 14 243,6 2,5 6 97,4 6 97,4
C RCP 2 23 207,8 23 207,8 83 19 172,5 2,5 9 83,1 8 69,0
C RCP 3 34 335,2 43 419,0 76 32 318,4 2,5 17 167,6 13 127,4
C RCP 4 12 118 12 118,0 92 11 108,6 2,5 5 47,2 4 43,4
C RCP 5 6 22,1 6 22,1 33 2 7,3 2,5 2 8,8 1 2,9
C RCT 1 15 170,3 15 170,3 93 14 158,4 2,75 5 61,9 5 57,6
C RCT 2 10 97,3 10 97,3 80 8 77,8 2,75 4 35,4 3 28,3
C RCT 3 3 53,8 3 53,8 100 3 53,8 2,75 1 19,6 1 19,6
C RCT 4 22 404,7 22 404,7 91 20 368,3 2,75 8 147,2 7 133,9
C RCT 5 17 169,3 17 169,3 76 13 128,7 2,75 6 61,6 5 46,8

Nelle giornate di pesca diversi attrezzi hanno operato nella stessa area, contemporaneamente. Di seguito si confrontano i risultati tra attrezzi diversi per le stesse aree, considerando i valori medi tra le 5 pescate (Tabb. 2 – 3 e Fig. 1 e 2).
Nelle colonne si trova indicato da sinistra a destra: l’area di pesca, il tipo di attrezzo, il numero o il peso totale medio ottenuto da ogni attrezzo nelle diverse pescate, la media delle rese al m2 ottenuta da ogni attrezzo e, per la frazione di prodotto di taglia commerciale, il rendimento espresso in individui e kg per ora.
Nelle figure l’ultima lettera della sigla di identificazione degli attrezzi individua l’area operativa.
 
Tabella 2. Rendimento medio in numero di individui           Tabella 3. Rendimento medio in peso delle catture  
PESO TOT          
area ATTR. MEDIA dev st Resa gr/m 2 dev st Kg/ora
O RLP 1363,2 553,9 272,6 110,8 22,3
O RLT 124,1 75,4 24,8 15,1 1,6
B RLP 691,7 718,9 69,2 71,9 28,3
B RLT 245,4 47,9 30,7 6,0 2,5
M RLP 756,1 304,5 75,6 30,4 9
M RCT 667,7 224,1 222,6 74,7 8,6
M SP 7336,2 4991,4 333,5 226,9 325,7
C RCP 202,1 148,6 80,8 59,4 21,3
C RCT 179,1 135,5 65,1 49,3 3,6
NUMERO TOT        
area ATTR. MEDIA dev st resa n/ m 2 dev st n/ora
O RLP 778 286,2 156 57,2 12653
O RLT 32 20,7 6 4,1 397
B RLP 81 60,9 8 6,1 3212
B RLT 24 13,1 3 1,6 244
M RLP 311 113,1 31 11,3 3955
M RCT 115 31,0 38 10,3 1414
M SP 717 457,3 33 20,8 31807
C RCP 20 14,2 8 5,7 1960
C RCT 13 7,2 5 2,6 267

Figura 1. media e dev.st. del numero totale individui/vongole per ogni attrezzo per area

 
Figura 2. media e dev.st. del peso totale/gr. delle vongole per ogni attrezzo per area


Si può notare come la rasca a pompa catturi maggior quantità di vongole rispetto a quella tradizionale. Inoltre La sfogliara piombata supera abbondantemente, nelle quantità prelevate, gli altri attrezzi, anche se dal punto di vista della resa al metro quadro i suoi valori non si discostano di molto da quelli degli altri attrezzi(tab. 2 e 3).
 
Nella tabella 4 viene indicata la percentuale media di scarto (organismi morti, materiale inerte e bioclasti) rispetto al totale catturato da ogni attrezzo
 
Tabella 4. Frazione di scarto presente nelle catture di ogni attrezzo
attrezzi % scarto
RLPO 64
RLTO 63
RLPB 91
RLTB 84
RLPM 43
RCTM 32
SPM 44
RCPC 84
RCTC 82
 
E’ interessante notare come nella stessa area le percentuali di scarto non variano in modo significativo da attrezzo a attrezzo.
In tabella 5 e tabella 6 ed in Fig 3 e Fig. 4 si riportano i dati relativi alle medie delle rese per numero e peso riferite ad ogni area e ad ogni attrezzo utilizzato espresse rispettivamente come n.individui/ m2 e gr/ m2 .
In tabella 7 e tabella 8 troviamo espresse in percentuale in peso rispetto al peso totale del pescato rispettivamente, la frazione di individui di taglia commerciale (≥ 25 mm) e la frazione di scarto  rinvenuta nelle diverse aree per ogni attrezzo.
 
Tabella 5 . Numero medio individui/vongole per attrezzo e area/m 2                 
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP SP
O 6 156      
B 3 8      
M   31 38   33
C     5 8  

 Tabella 6. peso medio/gr di vongole per attrezzo e area/ m 2
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP SP
O 24,8 272,6      
B 30,7 69,2      
M   75,6 222,6   333,5
C     65,1 80,8  

Tabella 7. Frazione % di individui taglia commerciale
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP SP
O 58 12      
B 91 66      
M   21 67   88
C     88 77  

Tabella 8. Frazione% di scarto per attrezzo e area
aree/attrezzi RLT RLP RCT RCP SP
O 63 64      
B 84 91      
M   43 32   44
C     82 84  

Figura 3. Numero medio individui/vongole al m 2 per area ed attrezzo


Figura 4. peso medio vongole al m 2 per area ed attrezzo

 

Di seguito viene riportata un analisi dettagliata dei risultati ottenuti nelle quattro diverse aree.
 
Area Scardovari
 Nella Sacca di Scardovari sono stati sperimentati due attrezzi: rasca in lungo tradizionale e rasca in lungo a pompa. I risultati evidenziati nelle figure e nelle tabelle precedenti mostrano che la rasca a pompa è l’attrezzo che per ogni m2 di superficie esplorata ha catturato il maggior numero e la maggior quantità di vongole, con rese di 156 esemplari per m2 corrispondenti a  circa 273 gr/ m2.
Un ulteriore esame dei risultati ottenuti evidenzia  però come la selettività delle rasca tradizionale sia superiore.
In media la frazione di commerciale prelevata in questa area  dall’attrezzo tradizionale risulta il 58% contro il 12 % della rasca a pompa.
La frazione di scarto prelevata dai due attrezzi risulta pressoché identica
Il rendimento in numero di individui prelevati per ora e in kg di prodotto per ora risulta nettamente superiore per la rasca a pompa (Tabelle 2 e 3)
 
Area Barbamarco
 Nella laguna di Barbamarco hanno operato la rasca in lungo tradizionale e la rasca in lungo a pompa.
Anche in questo caso l’attrezzo che per ogni m2 di superficie esplorata ha catturato il maggior numero e peso di vongole è la Rasca a pompa, con rese di 8 esemplari per m2 corrispondenti a 69.2 gr/ m2.
Anche questa volta occorre sottolineare che la percentuale di vongole di taglia uguale o superiore alla commerciale sia nettamente a favore della rasca  tradizionale (91%) che, anche in questa zona, ha una selettività maggiore.
La rasca a pompa preleva inoltre una frazione maggiore di scarto.
Il rendimento in numero di individui prelevati per ora e in kg di prodotto per ora risulta nettamente superiore per la rasca a pompa (Tabelle 2 e 3)
 
 Area Marinetta
Sono stati sperimentati tre tipi di attrezzo: rasca in corto tradizionale, rasca in lungo a pompa e sfogliara piombata.
Tra le due rasche, i risultati mostrano che l’attrezzo che per ogni m2 di superficie esplorata ha catturato il maggior numero di vongole è la rasca in corto tradizionale , con 38 esemplari per m2, mentre l’attrezzo a pompa ne ha pescate 31 per m2.
Prendendo in esame il peso degli individui catturati il  divario si accentua notevolmente: 222.6 gr/ m2 per la rasca in corto tradizionale contro 75.6 gr/ m2 per quella in lungo a pompa. Ciò evidenzia, dal momento che il numero degli individui prelevati non differisce in maniera significativa, che la taglia degli esemplari catturati dal primo attrezzo è notevolmente maggiore.
Dato d’altra parte evidenziato dall’analisi delle percentuali di cattura di taglie commerciali rispetto ad ogni attrezzo riportate in Tabella 5.
Per quanto riguarda la sfogliara piombata, questa non ha fatto registrare valori, in termini di resa in individui/ m2,  significativamente dissimili dagli altri due attrezzi.
Ancora una volta però se si osserva il peso degli individui catturati si nota che questo è notevolmente maggiore  a conferma di una selettività superiore di questo attrezzo nei confronti degli altri due.
La frazione di scarto prelevata è sostanzialmente simile per ogni attrezzo.
Il rendimento in numero di individui prelevati per ora e in kg di prodotto per ora risulta nettamente superiore per la sfogliara piombata (Tabelle 2 e 3)
 
 Area Caleri
Nella laguna di Caleri sono stati sperimentati due tipi di attrezzo: rasca in corto tradizionale e rasca in corto a pompa.
I risultati mostrano che l’attrezzo che per ogni m2di superficie esplorata ha catturato il maggior numero e peso di vongole è la rasca a pompa, con 8 esemplari per mq corrispondenti a 80.8 gr/ m2.
Bisogna ancora notare come la percentuale di vongole di taglia uguale o superiore alla commerciale sia leggermente a favore della rasca  tradizionale (88%), che ha una selettività maggiore di taglia.
La frazione di scarto prelevata da ogni attrezzo risulta pressoché identica.
Il rendimento in numero di individui prelevati per ora e in kg di prodotto per ora risulta nettamente superiore per la rasca a pompa (Tabelle, 2 e 3).
 
2.2.3 Catture accessorie
Vengono riportate le tabelle relative alle catture in peso degli organismi in ogni area e per ogni attrezzo.
La sigla presente in ogni tabella indica l’attrezzo impiegato e l’area.
In ordine vengono esposti i risultati di ogni attrezzo nelle lagune di Scardovari( Tab 1, 2), Barbamarco (Tab. 3, 4), Marinetta (Tab. 5, 6, 7) e Caleri (Tab. 8, 9).
Per ogni attrezzo viene evidenziata la composizione in specie, il numero degli individui catturati ed il peso per unità di superficie.
 

 
Tabella 1. Specie accessorie RLP Scardovari                                                       
RLPO
specie Num/ m2 gr/ m2
Chamelea gallina 8,4 15,1
Cyclope neritea 114,8 78,3
Crangon crangon 0,4 0,3
Donax semistriatus 0,4 0,1
Liocarcinus vernalis    
Mactra corallina 17,8 36,8
Mytilus galloprovincialis 0,6 2,4
Nassarius reticulatus 1 1,2
Solen marginatus 5,2 5,9
Scapharca cornea 4,4 149,4
Tellina nitida 26 6,8
Tellina tenuis 19 6,2
Xantho incisus 0,8 1,2

Tabella 2. Specie accessorie RLT  Scardovari 
RLTO
specie Num/ m2 gr/ m2
Chamelea gallina 1 4,7
Cyclope neritea    
Crangon crangon    
Donax semistriatus    
Liocarcinus vernalis 0,6 3,9
Mactra corallina 3,8 10,8
Mytilus galloprovincialis    
Nassarius reticulatus    
Solen marginatus    
Scapharca cornea 3,2 52,5
Tellina nitida    
Tellina tenuis    
Xantho incisus    

Tabella 3. Specie accessorie RLP Barbamarco                                                    
RLPB
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii 0,2 0,9
Cerastoderma glaucum 3,9 8,2
Chamelea gallina 0,2 0,8
Cyclope neritea 4,9 3,1
Crangon crangon 0,6 1,3
Gracilaria spp.    
Mactra corallina    
Mytilus galloprovincialis 0,3 1,1
Nassarius reticulatus 1,9 5,4
Paphia aurea    
Ulva spp.   10,2

Tabella 4. Specie accessorie RLT Barbamarco
RLTB
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum 0,1 0,2
Chamelea gallina 0,4 1,8
Cyclope neritea    
Crangon crangon    
Gracilaria spp.   0,4
Mactra corallina    
Mytilus galloprovincialis    
Nassarius reticulatus 0,1 0,4
Paphia aurea 0,1 0,1
Ulva spp.   0,4

Tabella 5. Specie accessorie RLP Marinetta                                                          
RLPM
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii 0,2 0,8
Cerastoderma glaucum 3,7 14,5
Chamelea gallina    
Cyclope neritea 0,2 0,2
Crangon crangon 0,1 0,2
Musculista senhousia 0,1 0,1
Mytilus galloprovincialis 5,3 26
Nassarius reticulatus    
Ulva spp.    
Xantho incisus 0,1 0,2

Tabella 6. Specie accessorie RCT Marinetta
RCTM
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum 43 70,2
Chamelea gallina 0,7 1,4
Cyclope neritea    
Crangon crangon    
Musculista senhousia    
Mytilus galloprovincialis 2,3 10,6
Nassarius reticulatus    
Ulva spp.   3,4
Xantho incisus    

Tabella 7.Specie accessorie SP  Marinetta                
 
SPM
specie Num/ m2 gr/ m2
Carcinus aestuarii    
Cerastoderma glaucum 15,1 53,7
Chamelea gallina    
Cyclope neritea    
Crangon crangon    
Musculista senhousia    
Mytilus galloprovincialis    
Nassarius reticulatus    
Ulva spp.    
Xantho incisus    
 
Tabella 8. Specie accessorie RCT Caleri                                                              
RCTC
specie Num/ m2 gr/ m2
Cerastoderma glaucum    
Diogenes pugilator c.g.    
Gracilaria spp   0,3
Mactra corallina    
Mactra glauca 0,4 1,1
Nassarius reticulatus 0,7 1,9
Scapharca cornea    
Ulva spp.    
Upogebia tipica    

Tabella 9. Specie accessorie RCP  Caleri
RCPC
specie Num/ m2 gr/ m2
Cerastoderma glaucum 30,4 177,9
Diogenes pugilator c.g. 0,8 1,9
Gracilaria spp   0,1
Mactra corallina 0,4 1,7
Mactra glauca    
Nassarius reticulatus 1,6 3,9
Scapharca cornea 0,4 27,2
Ulva spp.   9,8
Upogebia tipica 0,4 2
 
In ogni area la composizione in specie per quanto riguarda le catture accessorie si presenta sostanzialmente simile.
Dal confronto dei risultati ottenuti si nota che gli attrezzi a pompa catturano una quantità maggiore di organismi, sia per  quanto riguarda il numero di individui che per quanto riguarda il peso, rispetto ai corrispondenti attrezzi tradizionali.
La  sfogliara piombata è l’attrezzo che cattura il numero minore di specie accessorie sia osservando i risultati ottenuti nella rispettiva area di impiego sia confrontando con gli altri attrezzi nelle altre aree.
 
2.2.4 Analisi sui sedimenti
 I campioni di sedimento ottenuti con le modalità descritte nel paragrafo 2.1.4 sono stati analizzati da un laboratorio specializzato.
Per ogni campione è fornita la sua caratterizzazione per quanto riguarda i seguenti aspetti:
· percentuale totale frazioni granulometriche (inclusa quella grossolana bioclastica), classificazione secondo
  Shepard (sabbia, silt, argilla) o Bosellini et al. (sabbia);
· parametri statistici (media, classazione, asimmetria, appuntamento);
· percentili (espressi in phi);

Graficamente sono disponibili per ogni campione la: classificazione nel triangolo di Shepard (1954), distribuzione di frequenza (diametro in phi), curva cumulativa (diametro in phi).
Ai fini della relazione i campioni prelevati sono stati di volta in volta classificati in base alla loro composizione o con lo schema classico di Shepard (1954), quando si trattava di silt o con la classificazione di Bosellini et al (1989) quando la componente principale risultava sabbia.
Di seguito vengono mostrati i risultati relativi ad ogni attrezzo per ogni area.
 
Area 0 (Scardovari):
attrezzo: RLP (rasca in lungo a pompa)
Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 96,08; %ghiaia = 1,28; % pelite = 2,65
Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 96,77; %ghiaia = 0,87; % pelite = 2,36
 
Area B (Barbamarco)
attrezzo: RLP (rasca in lungo a pompa)
Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 94,57; %ghiaia = 2,33; % pelite = 3,10
Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 95,93; %ghiaia = 2,54; % pelite = 1,55
 
Area M (Marinetta)
attrezzo: RLP (rasca in lungo a pompa)
Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia siltosa
Percentuali: %sabbia = 65,88; %ghiaia = 15,68; % silt = 11,19; %argilla = 7,24
Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia pelitica
Percentuali: %sabbia = 85,94; %ghiaia = 2,51; % pelite = 11,55
 
attrezzo: SP (sfogliara piombata)
Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 92,21; %ghiaia = 4,15; % pelite = 3,64
Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia
Percentuali: %sabbia = 90,07; %ghiaia = 3,20; % pelite = 6,73
 
Area C (Caleri)
attrezzo: RCP (rasca in corto a pompa)
Classificazione del sedimento prima dell’operazione: Sabbia siltosa
Percentuali: %sabbia = 69,42; %ghiaia = 1,46; % silt = 20,97; %argilla = 8,16
Classificazione del sedimento dopo l’operazione: Sabbia pelitica
Percentuali: %sabbia = 85,23; %ghiaia = 0,45; % pelite = 14,31
 
Come descritto precedentemente per ogni attrezzo innovativo utilizzato sono stati prelevati due campioni di sedimento uno prima del passaggio dell’attrezzo sul fondo ed uno subito mediante una benna.
I campioni sono stati analizzati ed è stata identificata la natura del sedimento e la granulometria.
In generale i risultati evidenziano un impatto non elevato sul fondo da parte di tutti gli attrezzi impiegati.
La natura dei sedimenti prima e dopo il passaggio non cambia in maniera sostanziale.
Sempre questi attrezzi prelevano, rispetto ad SP, una maggiore quantità di elementi grossolani (ghiaia), probabilmente a causa della maglia della rete impiegata di diametro inferiore.
  

2.3.Discussione e conclusione
2.3.1 Considerazioni sui vari attrezzi

a) Rasca in lungo tradizionale (RLT)
La rasca in lungo tradizionale è un attrezzo che non presenta particolari difficoltà operative.
Durante le pescate sperimentali non sono state rilevati particolari rischi per gli operatori ed è un attrezzo che può essere impiegato in laguna con una certa versatilità.
Tuttavia il rendimento dell’attrezzo è scarso e non bilancia gli sforzi di impiego.
L’attrezzo in termini di impatto sul prodotto presenta una buona selettività.
 
b) Rasca in lungo a pompa (RLP)
 La rasca in lungo a pompa è un attrezzo che non presenta particolari difficoltà operative.
Presenta dei limiti di operatività legati all’imbarcazione dalla quale viene utilizzato ed opera in condizioni ottimali dove il fondale presenta profondità superiori ad 1,5 m.
Le catture in vongole sono elevate e anche la resa è ottimale a discapito della selettività che si è dimostrata inferiore rispetto all’omologo attrezzo tradizionale.
 
c) Rasca in corto tradizionale o Rastrello a piedi senza ausilio di forza motrice (RCT)
L’attrezzo presenta condizioni idonee all’impiego laddove il fondale non superi profondità di 1.5 m.
Il consumo di energie da parte degli operatori durante l’utilizzo è elevato.
Il rendimento tuttavia non è fra i più bassi rilevati con una discreta percentuale di prodotto di taglia commerciale catturato.
 
d) Rasca in corto a pompa (RCP)
L’attrezzo ha le stesse limitazioni della versione tradizionale, l’ausilio della pompa gli permette di essere leggermente più efficace, ma forse meno selettivo. In effetti le catture in vongole sono abbastanza elevate e anche la resa è buona. La percentuale di taglia commerciale catturata è soddisfacente.
 
e) Sfogliara piombata
Operativamente sono stati evidenziati diversi problemi legati alla sicurezza, salubrità e fatica degli operatori, dovuti alle rischiose condizioni operative e di manovra e recupero dell’attrezzo da pesca. Le catture di prodotto commerciale in confronto agli altri attrezzi sono state tuttavia molto elevate, con una resa ottimale. La percentuale di taglia commerciale catturata è buona.
 

2.3.2 Discussione finale
Il confronto tra i dati sul pescato di vongole risente della forte variabilità (alta deviazione standard) all’interno delle pescate di un medesimo attrezzo nella stessa area e della diversa densità di prodotto tra aree.
Risulta così difficile paragonare i risultati ottenuti dai singoli attrezzi in valore assoluto, non tenendo conto della zona di impiego.
La  variabilità fra le singole pescate riscontrata in tutte le aree per ogni attrezzo è senz’altro imputabile alla diversa tessitura del substrato indagato all’interno dell’area, alla diversa velocità di traino dell’attrezzo ed al maggior o minor intasamento della rete. In effetti si nota in Tabella 4 (paragrafo 2.2.2) come la frazione di scarto nei campioni sia sempre molto al di sopra del 50% del totale, ciò a dimostrazione che gli attrezzi hanno lavorato su substrati variegati e “sporchi”.
Potendo dare un ordine all’efficienza degli attrezzi, sicuramente la sfogliara piombata (SP), pur avendo operato in una sola area, è quella che ha dato i migliori risultati: elevate catture un’alta resa di prodotto a mq, buona selettività e rendimento orario, basso prelievo di fauna associata.
Tuttavia esistono alcune perplessità sulla sicurezza degli operatori per  l’utilizzo di questo attrezzo e mancano dati relativi alle altre aree di indagine per poter fornire un quadro più dettagliato e conclusivo in rapporto agli altri strumenti utilizzati.
Gli attrezzi a pompa, le rasche in lungo ed in corto, hanno dato senza dubbio ottimi risultati dal punto di vista del rendimento sia in termini di catture a mq, sia in termini di quantità di prodotto in rapporto al tempo impiegato.
Dato che appare evidente nei risultati in confronto ai loro omologhi tradizionali.
Entrambi hanno avuto qualche problema rispetto alla selettività mostrata dagli attrezzi tradizionali.
La bassa selettività è senza dubbio imputabile ad un errore operativo.
Mentre le rasche tradizionali sono state armate con una rete di maglia adatta alla raccolta di prodotto di taglia commerciale, quelle a pompa presentavano una rete di maglia di ampiezza ridotta, adatta alla raccolta della semina, cioè degli individui allo stadio giovanile che vengono prelevati ed inseriti nei nuovi campi di allevamento.
Al  termine di questa prima fase sperimentale appare necessario approfondire le indagini nei confronti degli attrezzi utilizzati al fine di redigere un quadro più dettagliato.

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