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LA PESCA ITALIANA A RISCHIO DI BANCAROTTA APPELLO AL PRESIDENTE UE PRODI E AL PREMIER BERLUSCONI PER RAPIDA SOLUZIONE DOSSIER COMUNITARIO SGRAVI L. 30/98

Comunicato Stampa 27 novembre 2002

Arriva sul tavolo del presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, del Commissario UE per la pesca, Franz Fischler, e del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’appello delle Associazioni del movimento cooperativo per la pesca italiano che, in rappresentanza dell’80% della produzione, invocano, pena la bancarotta dell’economia ittica nazionale, il via libera degli sgravi fiscali e previdenziali della legge 30/98, varati due anni fa quali misure urgenti a sostegno dell’occupazione, ma la cui applicazione rimane incerta per l’avvio di una procedura di informazione da parte di Bruxelles, ferma all’Ufficio Legislativo della Commissione. Ai massimi vertici istituzionali, nazionali e comunitari, la cooperazione italiana per la pesca chiede un diretto intervento per dare certezza alla misura. Ciò sia alla luce della crescente tensione che si registra nelle marinerie, sia in considerazione delle forti preoccupazioni legate al fatto che, portati a positiva conclusione i dossier relativi alle interruzioni di pesca effettuate nel 2000 e 2001, rimane incomprensibilmente indietro proprio quello che rappresenta l’ultimo e più grande scoglio, da cui dipende, senza mezzi termini, il futuro dell’intero settore. Ribadendo la legittimità degli aiuti, quali aiuti all’occupazione e non alle imprese, la cooperazione ne ripercorre la storia, sottolineando che si tratta dell’estensione a tutto il settore, per il triennio 2001-2003, di precedenti sgravi fiscali e previdenziali approvati nel 1997 senza alcuna obiezione comunitaria. Una misura che favorisce l’emersione e che si tradurrebbe in maggiori entrate per l’erario, che rientra a pieno titolo nella normativa sugli aiuti di stato (art.12, paragrafo 2 del regolamento CE n. 2792/99) e cui il Governo italiano è ricorso tenendo conto della specificità del regime contrattualistico italiano (contratto “alla parte”) e nella completa assenza di ammortizzatori sociali per le imprese di settore, con pressoché nulle opportunità di ricollocazione per gli addetti fuoriusciti. Qualora la procedura d'informazione aperta dalla Commissione (Com. 23-6-2001 pubblicata sulla GUCE n. C179 del 23 giugno 2001) non andasse a buon fine e le imprese di pesca dovessero restituire le somme usufruite a titolo di sgravio, senza voler essere catastrofismi, avvertono le Associazioni, si arriverebbe alla bancarotta della pesca italiana, già attraversata da una grave crisi cui contribuiscono non solo i devastanti effetti dell’inquinamento, ma anche le grandi difficoltà delle imprese, spesso sottocapitalizzate e a bassa redditività, nell’accesso al mercato dei capitali. Lo stato di incertezza cui sono sottoposti da tempo gli operatori e le imprese rende necessario un intervento risolutivo, per cui le Associazioni invocano una diretta e chiara assunzione di responsabilità da parte della presidente della Commissione Europea, Romano Prodi, cui è richiesto un incontro alla presenza del Commissario UE per la pesca, Franz Fischler per illustrare la gravità della situazione, oltre che ogni eventuale supplemento di informazione. Al primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, il movimento cooperativo chiede di sostenere con forza le ragioni della categoria e del settore, facendosi a tal fine promotore in prima persona di un diretto intervento nei confronti del presidente della Commissione Europea.

ASSOCIAZIONE GENERALE COOPERATIVE ITALIANE A.G.C.I. PESCA Via A. Bargoni n. 78 00153 ROMA - Tel .06/58328.1

CONFEDERAZIONE COOPERATIVE ITALIANE FEDERCOOPESCA Via de’ Gigli d’Oro n. 21 00186 ROMA - Tel. 06/6893450

LEGA NAZIONALE COOPERATIVE E MUTUE LEGA PESCA Via Nazionale n. 243 00184 ROMA - Tel. 06/462047.1

UNIONE NAZIONALE COOPERATIVE ITALIANE U.N.C.I. PESCA Via S. Sotero n. 32 00165 ROMA - Tel. 06/6382270

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