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SICUREZZA LAVORO A BORDO: URGENTE REVISIONE NORMATIVA PESCA COSTIERA
LEGA PESCA: PROROGA SUBITO IN ATTESA DEI NECESSARI CORRETTIVI
11 novembre 2002
Immediata proroga dei termini di adeguamento introdotti a carico degli operatori
e urgente convocazione di un incontro tecnico per valutare i necessari correttivi
da apportare al testo, pena il rischio di creare grandi difficoltà per
le imprese e di gettare il settore nel caos. Queste le richieste estese dalla
Lega Pesca al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla base dei
risultati dell’apposito gruppo di lavoro costituito per valutare i contenuti
del recente “Regolamento di sicurezza per le navi abilitate alla pesca
costiera”, DM 5 agosto 2002, n. 218, pubblicato sulla G.U. del 2 ottobre
il DM 5 agosto 2002 n. 218 e consultabile al sito www.legapesca.it.
Pur condividendo appieno l’esigenza di rafforzare e migliorare le garanzie
per la sicurezza del lavoro di bordo per le imbarcazioni della pesca costiera,
segmento che racchiude la maggioranza della flotta peschereccia in Italia, la
Lega Pesca ha richiamato l’attenzione sulla sostanziale inapplicabilità
del nuovo regolamento, che, nella versione attuale, mostra limiti e contraddizioni
tali da vanificare gli obiettivi di sicurezza, traducendosi solo in onerosi
aggravi burocratici e grandi difficoltà per operatori ed imprese –
dichiara Ettore Ianì, presidente Lega Pesca
Il limite principale consiste nella tempistica. Al 31 dicembre 2002 è
prevista la scadenza delle attuali annotazioni di sicurezza in vista dell’entrata
in vigore delle nuove disposizioni dal 1 gennaio 2003. Tale limite di tempo
è assolutamente inadeguato, considerato l’insieme molto complesso
e a volte immotivato degli adeguamenti richiesti nelle attrezzature di bordo
(zatterini, giubbe, razzi, salvagenti ), sul cui acquisto, di per sé
molto oneroso, pesa peraltro la scarsa disponibilità di scorte di magazzino
in grado di soddisfare in così breve tempo le richieste di un così
elevato numero di operatori.
Da qui la richiesta della proroga di almeno un anno, ritenuta indispensabile
anche per correggere macroscopiche inesattezze rilevate nel testo e per raccordare
il nuovo regolamento alle previsioni della più generale normativa nazionale
sulla sicurezza di bordo, costituita dal decreto legislativo 271 del 1999. Il
testo attuale infatti, non solo richiama normative ormai abrogate, come quella
relativa alle Blue box per le imbarcazioni da 12 a 24 metri fuori tutto, ma
contraddice in più punti anche la normativa quadro di riferimento, tra
l’altro omettendo di considerare il ruolo delle costituende Commissioni
Territoriali, introdotte dal 271 quali soggetti competenti per valutare l’applicazione
dei regolamenti di sicurezza per i singoli sistemi. Tutto questo senza considerare
i paradossi legati ai casi dotazioni di bordo inimbarcabili nelle imbarcazioni
di più piccole dimensioni; il rischio, stanti le attuali previsioni,
di far saltare molti piani di sicurezza già approvati; o, ancora, in
termini di semplificazione, la mancata possibilità di unificare molte
delle scadenze previste e le discriminazioni introdotte rispetto al diporto
con l’obbligo del VHF per le imbarcazioni più piccole.
Di fronte ad una situazione di tale incertezza, destinata prevedibilmente a
paralizzare l’applicazione della normativa, la Lega Pesca auspica che
il ministero delle Infrastrutture e Trasporti accolga con tempestività
la richiesta di proroga ed attivi in tempi brevi un apposito tavolo di lavoro
interministeriale con il coinvolgimento della Direzione generale pesca e acquacoltura
del Ministero agricolo e aperto al contributo delle Associazioni del movimento
cooperativo della pesca.
Lega/Pesca - Via Nazionale, 243 - 00184 Roma - tel. 06 462047.1
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