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11 febbraio 2004 - Comunicato stampa Lega Pesca

PESCA: FRONTE COMPATTO PER LA BOCCIATURA DEL NUOVO REGOLAMENTO MEDITERRANEO
L'On. Giancarlo Lisi, relatore della proposta di regolamento recante nuove misure tecniche per la pesca nel Mediterraneo, onora l'impegno assunto nell'audizione del 19 gennaio e, nella seduta del 16-17 febbraio del parlamento Europeo, presenterà una richiesta di reiezione del testo proposto dal Commissario Fischler. All'On. Lisi va il ringraziamento della Lega Pesca - afferma il presidente dell'Associazione, Ettore Ianì - per il piglio coraggioso col quale sta affrontando questa partita, e per le efficaci argomentazioni della sua richiesta. Dal canto loro, le Organizzazioni cooperative ed armatoriali stanno organizzando un'iniziativa pubblica da tenersi in occasione della prossima riunione del Consiglio dei Ministri Pesca dell'Unione Europea. Questa sarà preceduta da un appuntamento di sensibilizzazione delle istituzioni italiane già programmato a Roma per il 18 marzo 2004, alla presenza del Sottosegretario alla pesca On. Paolo Scarpa Bonazza Buora, e dello stesso On. Lisi, al quale hanno già dato la loro adesione parlamentari europei del PSE e Legambiente.
Contemporaneamente il Sottosegretario Scarpa ha chiesto al Ministro Pesca irlandese, cui spetta il semestre di presidenza UE, un incontro con una delegazione ufficiale italiana: l'obiettivo è quello di riaffermare le ragioni dell'economia ittica Mediterranea e sottolineare l'inopportunità di far proseguire l'iter di approvazione del Regolamento.
Tutti gli attori dell'economia ittica sono convinti della necessità di assicurare una gestione sostenibile delle risorse, e respingono la proposta Fischler proprio perché essa sortirebbe l'effetto contrario. Si tratta di un testo puramente vessatorio, che non si inserisce nell'alveo della dottrina di economia ecologica ma sposa sbrigativamente un approccio squisitamente conservazionistico. Non a caso si tratta solo e soltanto di misure tecniche (maglie delle reti, taglie minime pescabili, restrizioni all'uso degli attrezzi...), e ci si rifiuta di percepire gli aspetti economici e sociali.
E' un Regolamento che costituirebbe un ulteriore ostacolo nel processo di cooperazione e collaborazione con i Paesi Terzi, accentuando il divario tra politiche europee e politiche degli altri Paesi rivieraschi pur operanti nello stesso Bacino. Così facendo, peraltro, si registrerebbe un paradossale passo indietro nel processo di sensibilizzazione della categoria sui temi dello sviluppo sostenibile e della pesca responsabile: le nuove regole, per la loro inapplicabilità, costringerebbero la categoria ad operare ai confini della legalità.
Davanti a questo compatto fronte, l'auspicio è che il Commissario Fischler convochi le parti economiche e sociali per un confronto finalmente scevro da conflitti e pregiudizi.

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