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03 dicembre 2003 - AUDIZIONE IN COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA SU PROPOSTA DI LEGGE UNIFICATA SCALTRITTI(FI)/ FRANCI(DS)

POSITIVE LE NOVITA’ E IMPORTANTE L’OCCASIONE PER SCIOGLIERE NODI APERTI RICHIESTO ITER LEGISLATIVO PER STRINGERE I TEMPI

Positivo il giudizio del Presidente della Lega Pesca, Ettore Ianì, in merito all’odierna audizione delle Associazioni della pesca in Commissione Agricoltura della Camera sui contenuti della proposta di legge unificata Scaltritti (Fi) – Franci (DS), attualmente in esame.

Il testo – come condiviso anche da AGCI Pesca - rappresenta un traguardo politicamente rilevante, soprattutto sul fronte degli più volte invocati interventi di semplificazione amministrativa e di rafforzamento del sistema di assistenza alle imprese. Grandi aspettative, in particolare, riguardano il decollo dei CASP (Centri di Assistenza per lo sviluppo della pesca) e delle Convenzioni tra Associazioni e Pubblica Amministrazione, che potrebbero contribuire a colmare il divario che, sul fronte delle deleghe gestionali alle Associazioni, separa ancora l’Italia al resto dell’Europa.

E’ per questo motivo che la Lega Pesca ed AGCI Pesca, nel corso del secondo incontro calendarizzato in Commissione, hanno ribadito la richiesta di iter legislativo per accelerare l’approvazione del provvedimento, il cui esame sarà comunque ripreso agli inizi di gennaio.

Le due Associazioni confidano possano trovare spazio nel testo una serie di articoli aggiuntivi e di integrazioni migliorative, per portare a soluzione vecchi e nuovi problemi aperti che pesano sull’attività di impresa. Si tratta, innanzitutto, di alcune modifiche al Codice della Navigazione: la prima, in spirito di pieno snellimento burocratico, mira ad esonerare i pescatori dalle sanzioni punitive oggi previste in caso di una dimenticanza involontaria della documentazione di bordo; la seconda, fondamentale per sbloccare le dinamiche molto difficili del mercato del lavoro, è quella relativa alla rimozione dei vincoli anacronistici quanto discriminatori, che limitano l’imbarco degli stranieri fino a massimo metà dell’equipaggio.

Altro spinoso quanto cruciale problema aperto quello relativo ai contenzioni in atto con Bruxelles per gli sgravi contributivi derivanti dalle Leggi Speciali per Venezia e Chioggia e dalle norme per la ricapitalizzazione delle cooperative: Lega Pesca e AGCI Pesca confida nella legge in esame per prevedere, nella malaugurata ipotesi di una restituzione, e sulla scia del decreto sulle quote latte, un arco temporale non inferiore a 14 anni per il recupero delle somme stanziate. Infine, Lega Pesca e AGCI Pesca invocano una soluzione in extremis all’esclusione del CONFIDI pesca dalla nuova normativa in materia, prevista dalle recentissime disposizioni urgenti in materia di conti pubblici. Una lacuna da colmare, prevedendo anche, come richiedono le Associazioni, un opportuno esonero dai vincoli relativi alle proporzioni di costituzione del patrimonio netto a carico dei consorziati, a fronte di un aumento del capitale sociale di per sé già molto oneroso.

Unica nota stonata, la scelta di alcune realtà associative della cooperazione e degli armatori di rinunciare ad una posizione unitaria dell’Associazionismo di settore, preferendo marcare le differenze piuttosto che lavorare insieme su quanto ci accomuna – conclude Ianì – soprattutto di fronte ad una Istituzione quale è il Parlamento e ad una crisi accentuata dalla volontà vessatoria di Bruxelles.

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