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17 ottobre 2003 - PESCA/ SALVAGUARDIA DEL LAVORO E SEMPLIFICAZIONE
Un importante traguardo legislativo è a portata di mano per il settore dell’economia ittica e deve essere precisa priorità del Governo e del Parlamento non mancare questa occasione per dare risposte concrete alle esigenze di decine di migliaia di occupati ed imprese. Così Lega Pesca è intervenuta per sollecitare con forza l’Esecutivo, in primis il sottosegretario Scarpa, nonché tutte le forze parlamentari di maggioranza ed opposizione, ad ogni intervento utile per accelerare l’iter del disegno di legge Scaltritti (FI) – Franci (DS), al momento in discussione in Commissione Agricoltura alla Camera. Il testo porta a sintesi due diverse proposte di legge presentate negli scorsi mesi dai responsabili Settore Pesca degli opposti schieramenti parlamentari e contiene interventi che il movimento cooperativo attende da tempo. Interventi di grande rilievo sul fronte della semplificazione e della salvaguardia dell’occupazione che potrebbero dare una boccata d’ossigeno al settore – ha dichiarato il presidente dell’Associazione, Ettore Ianì. Tra tutte, spiccano le misure di semplificazione: si mitiga il carattere punitivo di sanzioni relative alla detenzione della documentazione di bordo e si unificano gli adempimenti relativi a visite mediche, collaudi e registri infortuni, con un notevole sgravio di costi e tempi per i pescatori: basterebbe solo questo a rendere urgente l’approvazione del testo. A maggior ragione se valutiamo il resto: si eliminano le discriminazioni che oggi limitano l’imbarco di stranieri a metà equipaggio; si dà via libera finalmente al riconoscimento dei titoli professionali esteri e si introducono misure a favore dell’imprenditoria ittica giovanile. A ciò si aggiunge, inoltre, lo snellimento delle procedure di redazione del Piano triennale; il rifinanziamento fino al 2005 dei programmi di Iniziativa Pesca regionali e dei Centri di Servizi gestiti dalle Associazioni; nonché un più efficace coordinamento delle competenze di vigilanza sulla pesca ed una adeguata valorizzazione degli Istituti di ricerca cooperativa, etc. Presi nel loro insieme, questi interventi rappresentano un concreto sostegno per la categoria, sia per quanto riguarda la gestione quotidiana dell’attività di impresa che per la salvaguardia dei livelli occupazionali di settore, sempre più sbilanciati verso l’impiego di equipaggi extracomunitari. Un sostegno che può e deve contribuire a lenire le gravi ripercussioni socio-economiche attese a seguito dell’entrata in vigore della nuova Politica Comune della Pesca (PCP) ed, in particolare, del Piano UE per la pesca nel Mediterraneo, che introduce nuove e drastiche limitazioni nell’esercizio dell’attività senza il supporto di una adeguata politica sociale. L’approvazione del testo unificato è un obiettivo raggiungibile e su cui si deve andare avanti. Non vorremmo trovarci nella classica e paradossale situazione per cui, essendo tutti d’accordo, non si facesse niente proprio perché, per una volta, tutti si è d’accordo.
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