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1 ottobre 2003. Torna il sereno sul futuro della pesca italiana.

La voce dei pescatori italiani è finalmente arrivata, forte e chiara grazie al sostegno di chi li rappresenta e tutela, a coloro che hanno la responsabilità di programmare il futuro del nostro Paese.
E la Finanziaria 2004 accoglie gran parte le richieste del settore, che sono oggi garantite nella manovra economica del Governo”.
È con queste parole che Massimo Coccia, a conclusione dei lavori del consiglio di presidenza della Federcoopesca, svoltosi oggi presso la sede di Palazzo Altemps a Roma, ha accolto il testo della Finanziaria 2004, giudicata nel suo complesso positiva per garantire lo sviluppo del mondo della pesca italiana .
“Non ci sono anzitutto incertezze sulla dotazione economica a disposizione del comparto ittico almeno fino al 2006, e questo è un dato che ci permette di continuare a svolgere il nostro lavoro con serenità e con lo stesso spirito di confronto attivo tra il mondo cooperativo della pesca italiana e la Pubblica Amministrazione –prosegue il Presidente Coccia-. Il fatto che il Governo abbia dato un primo forte segnale di attenzione ai temi della pesca italiana ci mette nelle condizioni di poter affrontare al meglio le prossime sfide, soprattutto in ambito europeo.
Infatti, aver ben cominciato la partita sul tavolo italiano della Finanziaria ci permette di dedicarci con più energia alla dura battaglia che da tempo contrappone il nostro Paese all’Unione europea che, ormai da anni, svilisce la pesca nel Mediterraneo anziché tutelarla e garantirle una legislazione che la distingua, nettamente, dal quadro normativo della pesca atlantica. Peraltro, la recente decisione della Commissione di Bruxelles in materia di definizione dei metodi di misurazione della nostra flotta conferma una visione che tende ad appiattire la realtà ignorando le differenze delle varie marinerie. Ricordiamo, tra l’altro, che la flotta italiana, con la sua lunga tradizione di pesca mediterranea, figura fra le prime tre in Europa.
“Per concludere il discorso sulla Finanziaria – prosegue il Presidente Coccia - giudico fondamentale la decisione del Governo di prolungare l’applicazione dei benefici fiscali e previdenziali, previsti dalla legge 30 del ’98, al mondo della pesca. Questa apertura garantirà certamente una salutare boccata d’ossigeno per l’intero comparto ittico, che da tempo attraversa una crisi strutturale indotta soprattutto dal difficile quadro congiunturale e dalle decisioni penalizzanti che da troppi anni giungono da Bruxelles.”
“Il Mediterraneo – conclude il Presidente Coccia - non è un acquario né un posto dove piantare l’ombrellone; è innanzitutto una realtà preziosa che dà lavoro a centinaia di migliaia di pescatori.”

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