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18 settembre '03 - PIANO UE PER LA PESCA NEL MEDITERRANEO

Sarà discusso il 13 e 14 ottobre e non più il 29 settembre il cosiddetto Piano d’Azione Mediterraneo, contenente, tra l’altro, il pacchetto di modifica del Regolamento 1626/94 sulle misure tecniche di conservazione delle risorse ittiche del Bacino.
Il rinvio, causato solo da ritardi nella predisposizione delle traduzioni nelle diverse lingue ufficiali della UE, non fuga le preoccupazioni dei 60.000 soci del movimento cooperativo, le cui Associazioni ( Lega Pesca, Agci Pesca e Federcoopesca) hanno già provveduto ad inoltrare alle massime autorità comunitarie e nazionali un ennesimo dossier a sostegno, difesa e valorizzazione della specificità della pesca mediterranea.
La bozza del testo, a completa smentita di ogni pur sbandierato intento di coinvolgere i pescatori nei processi decisionali, nella peggiore e consolidata tradizione della Commissione, è stata segretata.
E ciò - secondo la cooperazione - rende legittimo il sospetto che le richieste della categoria saranno lontane dal ricevere la giusta attenzione. Se la proposta della Commissione dovesse coincidere con le linee finora enunciate, e duramente contestate dalla levata di scudi di tutte le Organizzazioni dei quattro Stati membri mediterranei, il settore della pesca nel Bacino – tornano a sottolineare i presidenti delle Associazioni, Ettore Ianì (Lega Pesca), Giampaolo Buonfiglio (AGCI Pesca), Massimo Coccia ( Federcoopesca) - subirebbe un drastico ed immotivato ridimensionamento, le cui conseguenze economiche e sociali sarebbero devastanti e senza una vera ricaduta sull’ecosistema marino.
La cooperazione italiana, in rappresentanza dell’80% della realtà produttiva, pur rimanendo con senso di responsabilità disponibile ad un sereno confronto, non esclude iniziative di mobilitazione in assenza di segnati concreti di dialogo da parte di Bruxelles.
Rimaniamo comunque convinti – proseguono i Presidenti - che la stesura finale del provvedimento non verrà presentata in forma blindata, ma che ci saranno margini di intervento affinché si possa giungere ad soluzione condivisa, obiettivo più volte annunciato dalla stessa Unione Europea. Questa è anche la condizione indispensabile affinché si arrivi all’appuntamento invernale con la Conferenza Euromediterranea sulla Pesca (24-27 novembre a Venezia) con la necessaria tranquillità che merita l’approvazione di una riforma così radicale per il futuro del Bacino.

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