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16 Luglio: POCA ACQUA, SCARSO PRODOTTO ITTICO ED EMERGENZA LAVORO: FEDERCOOPESCA LANCIA L’ALLARME

Roma, 16 luglio 2003

COMUNICATO STAMPA

POCA ACQUA, SCARSO PRODOTTO ITTICO ED EMERGENZA LAVORO: FEDERCOOPESCA LANCIA L’ALLARME SICCITA’ ANCHE PER IL SETTORE PESCA, E RICHIAMA L’ATTENZIONE SUI RISCHI PER L’ACQUACOLTURA E L’AMBIENTE NELLA ZONA DEL DELTA DEL PO

Scarse precipitazioni ed innalzamento delle temperature delle acque:due fenomeni che falcidiano gli allevamenti di vongole e cozze del Polesine, compromettendo il delicato equilibrio ambientale di una delle ultime aree umide del nostro paese

L’emergenza idrica che in questi giorni attanaglia l’agricoltura, mette contemporaneamente in ginocchio anche un altro settore, quello della pesca, ancor più dipendente dall’acqua e per il quale la scarsità di questo liquido, ormai diventato preziosissimo, significa la perdita di posti di lavoro e l’alterazione del delicato equilibrio ambientale da cui i pescatori traggono sostegno.
Le morie di molluschi nel Delta del Po, registrate già lo scorso giugno a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua e della scarsità di ossigeno disciolto, rendono sempre più drammatica l’emergenza siccità per il nostro settore –dichiara Massimo Coccia, Presidente di Federcoopesca-. A giugno nel Polesine si sono persi 30.000 quintali di cozze, già pronte per essere messe in commercio, frutto del lavoro di un intero anno dei 450 addetti del settore. E se continuerà a non piovere, c’è il rischio concreto che quanto è successo nel Delta si ripeta anche in altre zone”.
“È positivo che la Commissione Agricoltura della Camera abbia voluto adottare nei giorni scorsi una risoluzione per sostenere economicamente le aziende di acquacoltura in difficoltà, a causa delle morie di pesci negli allevamenti verificatesi per innalzamento della temperatura e per scarsità d’acqua –conclude il Presidente Coccia-, perché conferma che l’allarme che stiamo lanciando è fondato. Tuttavia è necessario dedicare maggiore attenzione a quelle zone delicate, come il Delta del Po, che ormai da anni sono al centro dell’emergenza idrica e ambientale. L’ambiente deltizio polesano è infatti uno dei siti umidi di maggiore rilevanza ambientale e socioeconomica d’Europa, e negli ultimi anni le sue condizioni si sono pesantemente aggravate, proprio per colpa della siccità e delle alte temperature. Le soluzioni per salvaguardare le lagune e l’ambiente, e con essi i posti di lavoro dei pescatori del Delta esistono e si chiamano vivificazione delle lagune, ripristino dei canali lagunari ed escavazione dei fondali insabbiati, per permettere una maggiore circolazione delle acque ed un’ossigenazione adeguata dei fondali. Queste richieste Federcoopesca le aveva già avanzate lo scorso anno, quando l’emergenza del Polesine era emersa in tutta la sua drammaticità con la perdita di 1.000 posti di lavoro e la riduzione della produzione di vongole veraci del 50%. Oggi, in piena crisi idrica, rivendichiamo ancora una volta attenzione a questo problema, con la speranza che nel frattempo non scompaiano altri pescatori, posti di lavoro e forme di vita animale del Delta”.

CONFCOOPERATIVE

FEDERCOOPESCA FEDERAZIONE NAZIONALE
COOPERATIVE DELLA PESCA
UFFICIO STAMPA

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